
(Silent Movie)
con: M. Brooks, M. Feldman,
Dom DeLuise, B. Peters, S. Caesar
regia: Mel Brooks
durata: 87', col.
Mel Spass è un regista che,
per colpa dell'alcool, non gira più film da diverso tempo. Assistito da due
sgangherati collaboratori (Bellocchio e Trippa), intende adesso sottoporre un
nuovo copione ai dirigenti della "Big Pictures ", una piccola casa
indipendente che rischia, però, di sparire a causa della voracità della multinazionale
"Trangugia e Di Vora". L'idea di Spass è quella di realizzare un film
muto con la presenza di grandi divi, quali: Burt Reynolds, James Caan, Liza
Minnelli, Marcel Marceau, Anne Bancroft e Paul Newman. Il film si avvia alla
sua realizzazione, ma la "Trangugia e Di Vora", servendosi dell'avvenenza
di una ballerina, riesce a far perdere la testa al regista. All'ultimo momento
(esattamente come avviene nei classici film d'azione), grazie alla
"furbizia" di Bellocchio e Trippa e grazie ad un amore fuori copione,
le cose si sistemeranno definitivamente.
(New York, 1926)
Figlio di un ebreo polacco e
di un'ebrea russa, Melvin Kaminsky (questo il suo vero nome) manifesta fin da
piccolo una particolare predisposizione per lo spettacolo e, fallito il
tentativo di laurearsi, si dedica completamente alla musica, al teatro, alla
radio, alla televisione. Scoperto da Sid Caesar, entra a far parte del suo
staff come inventore di gag per lo spettacolo Il vostro più grande show, che vede anche il debutto di Neil Simon
e Woody Allen. Trasferitosi a Broadway, scrive e interpreta diverse commedie
musicali di scarso successo. Maggior fortuna hanno i dischi che incide qualche
anno più tardi insieme a Carl Reiner e
la serie televisiva Get Smart. Nel 1968 debutta nel cinema con Per
favore non toccate le vecchiette, una satira paradossale del mondo di
Broadway, che vede fra gli altri interpreti Zero Mostel e Gene Wilder, un
giovane attore di teatro pressoché sconosciuto, che sarà, in seguito, il
protagonista dei suoi maggiori successi. Il film successivo Il mistero delle 12 sedie (1970) non
riscuote molto entusiasmo, ma quattro anni più tardi, con Mezzogiorno e mezzo di fuoco, arrivano la celebrità e il successo.
Il film, prodotto da una major (la Warner) è una esilarante parodia del
western americano e, più in generale, un ritratto divertito e ironico
dell'ambiente hollywoodiano.
Anche con i film successivi
rivisita in chiave parodistica i generi filmici di maggiore successo
commerciale: l'horror (Frankenstein
junior del 1974 e Dracula: morto e
contento del 1995), il comico del periodo del cinema muto (L'ultima follia di Mel Brooks del 1976),
il thriller (Alta tensione del 1977), il kolossal storico (La pazza storia del mondo del 1981), la fantascienza (Balle spaziali del 1987), l'avventura (Robin
Hood - Un uomo in calzamaglia del
1993).
Da segnalare anche la sua
interpretazione al fianco della moglie Anne Bancroft nel film Essere
o non essere (1983) di Alan Johnson, un remake di Vogliamo vivere di Lubitsch.
"Cinema del
cinema" in questo esilarante film di Mel Brooks che abbonda di citazioni e
di gag. Una piccola summa non solo del cinema storico, ma anche di altri generi. Divertente
e divertita è anche "l'interpretazione di se stessi" fatta da divi
hollywoodiani di successo.
Ecco un elenco di trovate
comiche da raccomandare agli spettatori più attenti:
- i tre cappelli: terra,
marina, aviazione
- la lampadina dietro la
testa (idea)
- gli occhi del produttore e
il rumore della cassa
- la "bomba"
sessuale
- la frase sulla porta del
bagno del ricco
- la lampadina del pugile
fatta a "sacco di allenamento"
- la diva e il suo seguito
- il musical al ristorante
- Vilma e il tavolo che...
si alza
- la Coca Cola che spacca lo
stomaco
- la pillola non ingoiata e
il giochino elettronico di Bellocchio e Trippa in clinica
- il film di basso costo
(dove muoiono tutti)
- il NO di Marcel
Marceau, mimo che pronuncia l'unica
parola di tutto il film
- le notizie sul giornale e
il giornalaio
Tra le citazioni filmiche,
da segnalare:
- La Engulf & Devour
allude alla Gulf & Western
- il pranzo nella roulotte e
il ballo (Chaplin)
- le dita incrociate e il
salto del muro (Stanlio e Ollio)
- il gigante (Tati)
- Stallone e Caen
- il cane sbagliato (B.
Keaton)
- il frac (I fratelli Marx)
- il tango (Rodolfo Valentino)
- la frusta (Zorro)
- Marlen Dietrich e l'angelo azzurro
- i due che corrono verso il
mare (Fellini)
- la giostra (Mary Poppins)
- Mack Sennet, Harold Lloyd, Buster Keaton, Jerry Lewis
- l'inseguimento delle
carrozzine (Ben Hur)
- la "pizza"
recuperata alla James Bond
- il cartone animato (la
macchina schiacciapietre)
- i film di cappa e spada
(armature)
- Vilma Tarzan
- il film iniziato e finito
a tempo di record
Così la critica:
"Il suo cinema si fonda
soprattutto sulla rivisitazione in chiave comica dei generi classici del cinema
americano, unendo ad un umorismo di matrice prettamente ebraica l'influenza di
Jerry Lewis e di gran parte dei comici americani del muto." (M. Armenzoni
in Dizionario Universale del Cinema, a
cura di F. Di Giammatteo, Editori Riuniti)
"Come dice meglio il
titolo originale, un film assolutamente senza dialogo: solo gag, inseguimenti e
didascalie zeppe di battutacce, in un film dove Brooks impiega con abilità e
divertimento i canoni del genere muto per sferzare le avidità delle major
hollywoodiane e riflettere sul cinema. Non riuscito del tutto, ma spesso
divertente". (Dizionario dei film,
a cura di Paolo Mereghetti, Baldini & Castoldi)
"Dopo Mezzogiorno e mezzo di fuoco e Frankenstein junior questo è il terzo titolo della rivisitazione che M. Brooks compie della storia del cinema. Alla base, come sempre, c'è l'intenzione di mettere in burla - con ritmo frenetico e una serie di incalzanti enormità visive e gestuali - i generi più tipici di Hollywood (l'horror, il comico, l'avventura). Per ottenere un risultato efficace, Brooks forza i toni fino al parossismo, a volte in modo spiritoso, a volte in maniera soltanto affannata e rumorosa. Figlio della comicità ebraica newyorkese (la stessa di W. Allen), Brooks rivela singolari doti di attore e di regista. Rifacendosi alla struttura della comicità muta e affidandosi alle calcolate improvvisazioni sue e dei suoi compagni, perfettamente caratterizzati, ricostruisce lo stile dell'antifarsa." (G. Di Falco in Dizionario Universale del Cinema, a cura di F. Di Giammatteo, Editori Riuniti)
"Una comicità quasi
esclusivamente visuale, una recitazione esteriorizzata, che dà grande
importanza alla mimica, una sceneggiatura semplice ma solida, un calibrato
concatenamento ritmico dei personaggi e
delle azioni." (G. Bendazzi in Dizionario
Universale del Cinema, a cura di F. Di Giammatteo, Editori Riuniti)