
(La estrategia del caracol)
Colombia/Italia, 1993
Con: F. Ramirez, F. Cabrera, F. Lemaitre, H.
Dorado
regia: Sergio Cabrera
durata: 112', col.
Gli inquilini di un palazzo
di Bogotà - ladruncoli, ammalati, ubriaconi, disoccupati, travestiti - sono
stati sfrattati. Non hanno un posto dove andare, non si possono fidare della
legge che sta dalla parte del proprietario, ma hanno una dignità da difendere.
Per questo, confidando nell'abilità del "quasi avvocato" Romero e
nell'inventiva del tecnico teatrale Giacinto, decidono di unire le loro forze
e, come un esercito di formichine, riescono
a procrastinare più volte la data dello sfratto e a giocare un brutto
tiro all'ingordo proprietario e alla legge. Se ne vanno via, ma adottando la
strategia della lumaca: portandosi dietro la casa!
(Medellìn, Colombia, 1950)
Figlio di attori esiliati
dalla Spagna, vive in Colombia fino all’età di 10 anni; poi si trasferisce in Cina con i genitori e,
dopo avere frequentato le scuole superiori, si laurea in filosofia a Pechino.
Per qualche anno fa parte della
"Guardia rossa", poi si
iscrive alla “London Politechnic School”, dove studia regia cinematografica. Al
suo ritorno in patria si dedica al cinema, realizzando spot, cortometraggi e
lungometraggi. Nel 1988, realizza un film di scarso successo - Technicas de duelo -, ma nel 1993
acquista notorietà con La strategia della
lumaca, un film che, presentato in diversi festival, colleziona premi e
riconoscimenti: miglior film al Festival di Valladolid (1993), al Festival di
Huelva (1993) e al Festival di Biarritz (1993); miglior regia al festival de
l'Havana (1993). Consensi di critica e di pubblico anche a Venezia (1993), al
“Sundance Film Festival “(1994) e a Berlino (1994).
Altri suoi film: Le aquile non cacciano mosche (1994), Ilona arriva con la pioggia (1996).
Nonostante alcune sequenze
drammatiche (uno scontro tra polizia ed occupanti, la morte di un bambino, un
pestaggio, un uxoricidio per amore), La
strategia della lumaca è pervaso di sottile ironia.
La beffa (il sottotitolo del
film è: Come beffare il padrone di casa e
vivere felici) è per la povera gente l'unica arma per contrastare chi
detiene il potere.Cabrera-regista, invece, con una serie di intelligenti
trovate e sottili sfumature si permette molto di più e, senza mai scadere nella
volgarità, prende di mira i vizi privati e gli intrighi, la violenza e la
burocrazia, l'invadenza dei mezzi di comunicazione di massa e l'ottusità delle
forze dell'ordine, "l'ingiustizia della giustizia". Si faccia caso,
per esempio (ma l'elenco è ovviamente incompleto), ai disegnini che fanno da
sfondo ai titoli di testa, al ladro che ruba il tergicristallo di una macchina
sotto gli occhi dei poliziotti, alla scelta del narratore-incantatore di
serpenti che dice di avere dimestichezza con la TV, al miracolo della Madonna e
alla professione di fede di Donna Trinidad, al casuale ritrovamento del tesoro
nascosto, alla musica di Bizet, al personaggio di Diogene e ai suoi specchi, a
Don Lazaro moribondo, al custode dell'edificio che osserva compiacente
l'invasione dello spazio aereo di sua competenza, alla macchietta del padrone
di casa e alle sue ridicole reazioni...
Così la critica:
"Un film ottimista,
creativo, irresistibile. La dimostrazione che è proprio nei momenti di crisi
profonda che l'uomo riesce a dare il meglio di sé vincendo grazie alla creatività.
(...) Parabola fiabesca, film esemplare da fine millennio, ridente e godibilissimo,
La strategia vanta la partecipazione
e i riconoscimenti a molti festival internazionali, ed è anche una
dimostrazione di come il cinema non americano sappia sfidare con successo la
platea d'oltreoceano." (dal commento di copertina della videocassetta Deltavideo)
"...il regista
colombiano coniuga il populismo al neorealismo rosa, lo sberleffo anarchico a
un surrealismo così tipicamente sudamericano da risultare annacquato. Tra
presunte comparse della Madonna e travestiti seducenti, il risultato è
caleidoscopico ed epidermico." (Dizionario
dei film, a cura di P. Mereghetti, Baldini & Castoldi)
“Di origine colombiana,
sembra ricordarsi della lezione del neorealismo italiano. Originale e
divertente anche se ha alcuni passaggi lenti.” (P. Farinotti, Dizionario di tutti i film, Ed. Esedra)
“In Italia quello degli sfratti è un
tema incandescente perché tutti, inquilini e proprietari, si sentono vittime di
una giustizia ingiusta, e magari non a torto. In questa luce potrebbe suscitare
qualche reazione ostile La strategia della lumaca che narra la beffa
giocata ai danni di un ricchissimo speculatore da un condominio di poveri
diavoli. Ma in realtà il film di Sergio Cabrera, colombiano del 1950
trasferitosi a 11 anni nella Cina di Mao al seguito del padre teatrante e
marxista, prende spunto da uno sfratto per imbastire un piccolo apologo che
esalta la fantasia e la solidarietà come strumenti di lotta politica; e in un
tono popolare e favolistico che rimanda più a Miracolo a Milano che al
Libretto Rosso” (Alessandra Levatesi, La
Stampa)