
La vita segreta delle api
La vita segreta delle api come metafora
dell’esistenza: si sta insieme, si lavora, si collabora, si produce. La fatica
di una goccia di dolcezza al giorno fino a quando non si riempiono barattoli di
sano nutrimento. E’ così che si può trovare la forza di andare avanti
nonostante gli errori, la rabbia, le difficoltà. Lo ha scritto Sue Monk Kidd,
autrice del romanzo, lo dice Gina Prince-Bythewood, regista del film.
South Carolina, anni ’60, quelli dei
grandi cambiamenti sulle leggi che discriminavano i neri, negando loro i più
elementari diritti civili. Gli anni di John Fitzgerald Kennedy e
di Martin Luther King, del Civil Rights Act e della marcia su Washington. Lily Owens ha 14 anni e vive in una
fattoria assieme al padre, coltivatore di pesche, uomo rigido e violento che si
dimentica persino di festeggiarla nel giorno del suo compleanno. La sua è
un’adolescenza triste, addolcita solo dall’affetto della governante di colore
Rosaleen. Alla radice, c’è un episodio che ha segnato per sempre l’infanzia di
Lily: quando aveva appena 4 anni, assistendo ad un violento litigio dei suoi
genitori, aveva preso in mano una pistola e aveva premuto il grilletto. Di quel
casuale matricidio le sono rimasti vaghi ricordi, oggetti di poco valore
segretamente custoditi sotto terra e una insaziabile voglia di sapere. Ed ecco,
improvvisamente, la svolta. Quando Rosaleen viene picchiata dai bianchi, Lily litiga
con il padre e questi le distrugge il mito della madre bella e buona dicendole
che il giorno stesso della disgrazia, la donna che tanto le manca era
intenzionata ad abbandonare la famiglia per andare a viver con un altro uomo. Lily,
allora, decide di scappare di casa e, in compagnia della governante, inizia un
viaggio alla ricerca di se stessa. E’ così che le due donne capitano nella casa
bianca e rosa della famiglia Boatwright, dove vivono e producono miele tre
sorelle di colore dai nomi che richiamano l’estate e la primavera: August, June
e May. Qui, Lily e Rosaleen trovano accoglienza e lavoro. Soprattutto August si
prodiga per spiegare a Lily che non esiste l'amore perfetto che ha il potere di proteggerci per sempre . Nemmeno
quello di una madre è tale e, perciò, è inutile ostinarsi a cercarlo. Si può e
si deve, invece, costruire e ricominciare; come le api, per l’appunto. Un
ennesimo episodio di razzismo nei confronti del ragazzo di colore che le sta
toccando il cuore, il cedimento della più debole delle tre sorelle e la
scoperta di essere capitata non in una casa qualunque ma in quella della balia di
sua madre fanno maturare definitivamente la ragazzina e, quando il violento e
accigliato padre ricompare nella sua vita per riportarla a casa, trova la forza
di opporsi con tutte le sue forze e di restare nell’alveare dove era approdata,
con August a fare da ape regina.
Film al femminile e antirazzista La vita segreta delle api è firmato da Gina Prince-Bythewood, fino ad
oggi sceneggiatrice di serie TV e
autrice di cortometraggi. E’ giusto, pertanto, concederle qualche sbavatura da
debuttante e darle il tempo di correggere il tiro. La storia di Lily e la
morale che ne consegue – talvolta bisogna lasciare la propria casa per
ritrovarla - coinvolge fino a quando non diventa melodramma e non fa ricorso a
fantastiche invenzioni e a salti narrativi.
La fuga dall’ospedale sorvegliato, il viaggio delle due donne verso l’ignoto,
l’arrivo nella provvidenziale bottega che espone il miele nero delle sorelle Boatwright,
l’incontro con una tata diventata padrona, l’intuizione
a scoppio ritardato che mette Mister Owens
sulle tracce della figlia, il repentino passaggio del padre-padrone dalla
rabbia al cedimento… troppi elementi casuali per dare credibilità alla
vicenda. Una credibilità che romanzo e film, mossi da altri obiettivi,
probabilmente non hanno cercato; oppure, se lo hanno fatto, non sono riusciti
ad evitare di inciampare in una serie di luoghi comuni: il padre-padrone, la
leggenda della Madonna nera, il suicidio alla Ofelia, la forza delle donne, i
bianchi cattivi, il trionfo dell’amore, la solidarietà tra donne, il mistero
svelato, l’happy end. E non bastano, a salvare il tutto, le belle
interpretazioni delle attrici – dalla ex bambina prodigio Dakota Fanning, a Queen Latifah nominata all’ Oscar
2003 – e di uno scontroso Paul Bettany nei panni del padre.
Tutto da buttare? Niente affatto, perché il
percorso di rinascita e di maturazione di una bambina resta sempre e comunque una bella storia e, a prescindere della
direzione che segue (realtà, finzione, mistero, fantasia, cinema, vita), quando
arriva è sempre bene accetto e lascia gradevole sapore. Come il miele.
La vita segreta
delle api (The Secret Life of Bees)
Regia: Gina
Prince-Bythewood
Con: Dakota
Fanning, Queen Latifah, Alicia Keys, Jennifer Hudson, Sophie Okonedo, Paul
Bettany, Hilarie Burton, Nate Parker, Shondrella Avery, Tristan Wilds
U.S.A. 2008
Durata 110', col.