
Cosmonauta, ma sulla terra.
Un film di Susanna Nicchiarelli.
Fine
anni Cinquanta e inizio anni Sessanta: gli anni della guerra fredda e di una
gara senza precedenti tra USA e URSS per contendersi il primato nello spazio. In
Italia si combattevano altre battaglie che
mettevano in crisi gli adulti ed
entusiasmavano i giovani. Su tutte, l’adesione
a ideologie politiche: Democrazia Cristiana,
Partito Comunista, o Partito Socialista; centro, o sinistra; pro, o contro il comunismo;
nelle sezioni dei partiti davanti alla TV in bianco e nero, o sul terrazzo di
casa a guardare le stelle? Altri tempi che l’accelerazione
della tecnologia ha reso più lontani dei reali 50/60 anni trascorsi. Tempi
riesumati con sottile ironia in Cosmonauta,
una “favola senza tempo” che a Venezia ha avuto i suoi
estimatori non solo tra coloro che quella stagione l’hanno vissuta, ma
anche tra i giovani i quali, probabilmente, si sono interessati più alle
vicende affettive ai personaggi loro coetanei che alle rievocazioni
storico-politiche. “L’epoca nella quale è ambientato il film – dice la regista - è un’epoca finita, dimenticata: le passioni
politiche che l’animavano sono svanite, sono scomparsi i luoghi in cui queste
passioni venivano vissute e condivise, è addirittura scomparsa una delle due
nazioni che si contendeva con gli Stati Uniti il primato mondiale; parlare di
“corsa allo spazio” oramai non significa più nulla, e la gente ha cominciato
anche a dimenticare i nomi di quei primi cosmonauti che allora si credeva
avrebbero lasciato una traccia indelebile per le generazioni future.” E’ in questa epoca
così vicina e così lontana che facciamo conoscenza di una bambina di 9 anni (Luciana)
che contesta la sua prima comunione - “il più bel giorno della vita” per le sue
amichette – scappando via dalla chiesa con l’abito di cerimonia addosso e
andandosi a rinchiudere nel bagno di casa. Alla mamma vedova, che la implora di
aprire la porta e di ritornare da dove è fuggita, risponde: “Io lì non ci
torno perché sono comunista!”. Fatta la conoscenza del tipino, appare
logico vederlo sei anni dopo nella sezione comunista a discutere di politica con
i maschi. Sulle orme del padre, attivista nella sezione del Trullo a
Roma, in combutta con Arturo, il fratello epilettico e con la passione delle
conquiste spaziali, Luciana cresce bruciando tutto quello che la sua età le
permette di bruciare, alternando crisi di
gelosia a vampate d’amore, bisticciando a scuola, contestando la madre e dando
del fascista all’uomo che ha preso il
posto del padre, facendo attacchinaggio, partecipando a spedizioni punitive nelle
sezioni politiche rivali, brindando in onore dei compagni cosmonauti Yuri Gagarin e Valentina Tereskova, scappando via di casa, bisticciando con il
fratello con il quale aveva sognato la conquista dell’universo. Un percorso di maturazione da cosmonauta in terra. Gli
antipatici americani metteranno per primi il piede sulla luna, ma lei allunerà nel cuore del ragazzo che ama
e tanto le basterà per poter dire che anche lei ha conquistato qualcosa. Presentato
alla 66a Mostra di Venezia nella selezione Controcampo
Italiano – Le nuove linee di tendenza
del cinema italiano, questo Cosmonauta
- prima regia della trentaquattrenne
Susanna Nicchiarelli – non solo “accende la fantasia dei
giovani” (come recita la motivazione del premio collaterale “Lanterna magica”
assegnato dal C.C.R. e dai CGS), ma suscita un bel po’ di
considerazioni. Ci sarebbe stato il ‘68 da lì a poco (Il grande sogno di Michele Placido) e ci
sarebbe stata anche la delusione per un mondo che si pensava di conquistare con
Sputnik costruiti tra le pareti di casa. In tal
senso, risultano emblematiche le scene dei due
fratelli stesi per terra (terrazzo, prato o litorale, poco importa), intenti a contemplare
le stelle. Sognano di volare, di entrare in orbita, di andare sulla luna. Approderanno
sempre sulla terra – Arturo a sbavare e a contorcesi
nei sintomi della sua malattia, Luciana
a litigare con mezzo mondo - fino a
quando non si renderanno conto che prima di scoprire altri mondi è bene
scoprire se stessi. Parallela alla storia di Luciana, scorre anche quella di un
Paese lacerato da divisioni politiche e di una società che comincia a
registrare ventate di femminismo. “La vicenda di Luciana –
precisa ancora la regista - dimostra
anche qualcosa che va al di là dell’epoca in cui si
svolge: essa indica come in un percorso di formazione si cerchino spesso
altrove, nell’appartenenza ad un gruppo, in simboli e in definizioni inventate
da altri, quei punti di riferimento che invece andrebbero cercati in noi
stessi.” Come dire che, negli anni Sessanta come nel Terzo
Millennio, per Luciana e Arturo come per i ragazzi di tutte le età, la maturità
si conquista e le ribellioni, gli scontri, le delusioni e le sconfitte sono
lezioni indispensabili per cominciare a crescere davvero.
Cosmonauta
Regia: Susanna Nicchiarelli
Con: Claudia Pandolci.
Sergio Rubini, Miriana Raschillà, Pietro Del Giudice,
Susanna Nicchiarelli, Angelo Orlando.
Italia,
2009
Durata: