il-film-cosmonauta-un-film-con-sergio-rubini-e-claudia-pandolfi-film-al-cinema-dall-11-settembre-2009

 

Cosmonauta, ma sulla terra.

Un film di Susanna Nicchiarelli.

 

 

Fine anni Cinquanta e inizio anni Sessanta: gli anni della guerra fredda e di una gara senza precedenti tra USA e URSS per contendersi il primato nello spazio. In Italia si combattevano altre battaglie che  mettevano in crisi gli adulti ed  entusiasmavano i giovani. Su tutte, l’adesione a ideologie politiche:  Democrazia Cristiana, Partito Comunista, o Partito Socialista;  centro, o sinistra; pro, o contro il comunismo; nelle sezioni dei partiti davanti alla TV in bianco e nero, o sul terrazzo di casa a guardare le stelle? Altri tempi che l’accelerazione della tecnologia ha reso più lontani dei reali 50/60 anni trascorsi. Tempi riesumati con sottile ironia in Cosmonauta, una “favola senza tempo” che a Venezia ha avuto i suoi estimatori non solo tra coloro che quella stagione l’hanno vissuta, ma anche tra i giovani i quali, probabilmente, si sono interessati più alle vicende affettive ai personaggi loro coetanei che alle rievocazioni storico-politiche. “L’epoca nella quale è ambientato il film – dice la regista - è un’epoca finita, dimenticata: le passioni politiche che l’animavano sono svanite, sono scomparsi i luoghi in cui queste passioni venivano vissute e condivise, è addirittura scomparsa una delle due nazioni che si contendeva con gli Stati Uniti il primato mondiale; parlare di “corsa allo spazio” oramai non significa più nulla, e la gente ha cominciato anche a dimenticare i nomi di quei primi cosmonauti che allora si credeva avrebbero lasciato una traccia indelebile per le generazioni future. E’ in questa epoca così vicina e così lontana che facciamo conoscenza di una bambina di 9 anni (Luciana) che contesta la sua prima comunione - “il più bel giorno della vita” per le sue amichette – scappando via dalla chiesa con l’abito di cerimonia addosso e andandosi a rinchiudere nel bagno di casa. Alla mamma vedova, che la implora di aprire la porta e di ritornare da dove è fuggita, risponde: Io lì non ci torno perché sono comunista!”. Fatta la conoscenza del tipino, appare logico vederlo sei anni dopo nella sezione comunista a discutere di politica con i maschi. Sulle orme del padre, attivista nella sezione del Trullo a Roma, in combutta con Arturo, il fratello epilettico e con la passione delle conquiste spaziali, Luciana cresce bruciando tutto quello che la sua età le permette di bruciare, alternando crisi di gelosia a vampate d’amore, bisticciando a scuola, contestando la madre e dando del fascista all’uomo che ha preso il posto del padre, facendo attacchinaggio, partecipando a spedizioni punitive nelle sezioni politiche rivali, brindando in onore dei compagni cosmonauti Yuri Gagarin e Valentina Tereskova, scappando via di casa, bisticciando con il fratello con il quale aveva sognato la conquista dell’universo. Un percorso di maturazione da cosmonauta in terra. Gli antipatici americani metteranno per primi il piede sulla luna, ma lei allunerà nel cuore del ragazzo che ama e tanto le basterà per poter dire che anche lei ha conquistato qualcosa. Presentato alla 66a Mostra di Venezia nella selezione Controcampo Italiano – Le nuove linee di tendenza del cinema italiano, questo Cosmonauta  - prima regia della trentaquattrenne Susanna Nicchiarelli – non solo “accende la fantasia dei giovani” (come recita la motivazione del premio collaterale “Lanterna magica” assegnato dal C.C.R. e dai  CGS), ma suscita un bel po’ di considerazioni. Ci sarebbe stato il ‘68 da lì a poco (Il grande sogno di Michele Placido) e ci sarebbe stata anche la delusione per un mondo che si pensava di conquistare con Sputnik costruiti tra le pareti di casa. In tal senso, risultano emblematiche le scene dei due fratelli stesi per terra (terrazzo, prato o litorale, poco importa), intenti a contemplare le stelle. Sognano di volare, di entrare in orbita, di andare sulla luna. Approderanno sempre sulla terra – Arturo a sbavare e a contorcesi nei sintomi della sua  malattia, Luciana a litigare con mezzo mondo  - fino  a  quando non si renderanno conto che prima di scoprire altri mondi è bene scoprire se stessi. Parallela alla storia di Luciana, scorre anche quella di un Paese lacerato da divisioni politiche e di una società che comincia a registrare ventate di femminismo. “La vicenda di Luciana – precisa ancora la regista - dimostra anche qualcosa che va al di là dell’epoca in cui si svolge: essa indica come in un percorso di formazione si cerchino spesso altrove, nell’appartenenza ad un gruppo, in simboli e in definizioni inventate da altri, quei punti di riferimento che invece andrebbero cercati in noi stessi.” Come dire che, negli anni Sessanta come nel Terzo Millennio, per Luciana e Arturo come per i ragazzi di tutte le età, la maturità si conquista e le ribellioni, gli scontri, le delusioni e le sconfitte sono lezioni indispensabili per cominciare a crescere davvero.

 

Cosmonauta

Regia: Susanna Nicchiarelli

Con: Claudia Pandolci. Sergio Rubini, Miriana Raschillà, Pietro Del Giudice, Susanna Nicchiarelli, Angelo Orlando.

Italia, 2009

Durata: 85’