CINQUE BAMBINI A
VENEZIA
(I
cento passi, Il figlio di due madri, Liam, Uttara, Il cerchio)
Non sarà facile dimenticare, tra i tanti
personaggi apparsi sugli schermi all'edizione del 2000 della Mostra del Cinema di Venezia, cinque bambini. Emergono da cinque storie diverse, si differenziano tra di loro per
nazionalità e condizione sociale, hanno cinque modi di vivere la loro
infanzia; eppure sembrano tenersi per mano, accomunati dal senso di smarrimento
che li coglie quando sono costretti ad aprire gli occhi sul mondo degli adulti.
I primi quattro si chiamano Peppino, Camille, Liam, Mathew; una quinta bambina
non ha nome.
Di Peppino si è già parlato su molti giornali,
forse per porre riparo al lungo silenzio nel quale è
precipitata la sua storia. Si tratta, infatti, di Peppino Impastato, il giovane
siciliano di Cinisi che, dopo un'infanzia passata in
mezzo ai boss del suo paese, si ribella alla mafia e paga con la vita il suo coraggio. Marco Tullio Giordana, ne I cento passi, è riuscito a raccontare in modo
avvincente un episodio di cronaca italiana sconosciuto ai più perché nello
stesso periodo era in primo piano la vicenda politicamente più rilevante del
rapimento e dell'uccisione di Aldo Moro e dello sterminio della sua scorta. Benché il film si soffermi più diffusamente sugli anni
giovanili del protagonista, non è possibile dimenticare il momento in cui
Peppino, ancora bambino, prende coscienza del mondo di sopraffazione e di
violenza che lo circonda. La sequenza è quella del funerale dell'uomo al quale
Peppino era maggiormente affezionato: il padrino, ucciso dalla cosca rivale. L'omicidio è avvenuto al centro del paese, tutti
sanno chi è il mandante, ma nessuno ha
visto e nessuno parla. Il piccolo Peppino è sprofondato su una poltrona e nel
suo sguardo perduto nel vuoto sono facilmente individuabili
quelli di tutti i bambini che, quando si rendono conto delle prepotenze dei
grandi, perdono il sorriso, cominciano a capire l'assurda legge della
sopraffazione e maturano la ribellione.

Si ribella a modo suo anche Camille,
di nove anni, protagonista del film francese di Raul Ruiz
Il figlio di due madri. Il mistero che avvolge la vicenda (un bambino
che rifiuta la sua vera madre per seguirne una inventata)
si scioglie in un felice finale che restituisce la tranquillità alla piccola
famiglia borghese in cui vive Camille e agli
spettatori che inesorabilmente sono stati trascinati in quella che lo stesso
regista ha definito "una situazione cinematografica paragonabile a una
suspense vertiginosa". Restano insoluti, invece, gli interrogativi che il
film pone, ma si tratta di interrogativi che vanno ben
al di là di una semplice pellicola e che hanno bisogno di una sede più
accreditata per essere dibattuti: cosa c'è dentro la testa di un bambino? con quali occhi vede
i suoi genitori? in che percentuale la sua fantasia è
condizionata e pilotata dagli adulti?
Il piccolo Liam,
protagonista dell'omonimo film di Stephen Frears, ha sette anni e vive a Liverpool,
in un quartiere irlandese cattolico al di là del Mersey River. Nella sua famiglia
si respira serenità e dignità: il padre è responsabile e gran lavoratore, la
madre è amorevole, il fratello e la sorella sono affettuosi e servizievoli. Ma
è il 1930, anno di grande depressione economica,
contrassegnato dalla disoccupazione che si abbatte improvvisa sulla
società. Quando il padre di Liam perde il posto di lavoro, il bambino, che intanto si
sta preparando alla prima comunione, si ritrova catapultato in un girone di ansie e paure: lo strazio della fame, l'incubo del
peccato insegnato a scuola e predicato in chiesa, la violenza degli estremisti di destra, la fine
dell'unione familiare, gli inutili sacrifici della madre, gli errori del padre.
Ognuno, in questa tragica situazione, sceglie un modo per sopravvivere; Liam si indirizza verso la
dolcezza di un gesto: accarezzare i capelli della sorella, vittima innocente di
un odio razziale che sarebbe sfociato nell'Olocausto.

Il quarto bambino - Mathew, di sette anni,
personaggio chiave del bel film indiano Uttara di Buddhadeb Dasgupta - deve fare i conti con la violenza religiosa
degli estremisti Hindu, belve umane che, dopo avere
bruciato il prete cattolico che lo aveva adottato e dopo avere seviziato la
sensibile Uttara e un nano che erano corsi in suo aiuto,
vorrebbero eliminare anche lui, incomodo testimone. Il regista dice che la sua
"è una storia di innocenza e semplicità che una serie di fattori
contribuiscono a spezzare e distruggere". E aggiunge: "in questo
mondo, in eterna tensione tra il bello e il brutto, dobbiamo lottare per preservare la
bellezza." Il film si chiude con
una speranza che arriva da un gruppo di danzatori mascherati i quali, dopo
avere liberato il piccolo Mathew, si prendono cura di
lui e lo invitano a sognare un mondo migliore.
Senza speranza è, invece, l'ultima bambina. Una bambina senza nome e senza storia. Appare sorridente e
con un cappellino colorato (unico tocco di vivacità in un mondo cupo), ma
quando viene abbandonata in mezzo alla strada dalla
madre disperata perché non può offrirle un avvenire dignitoso, piange, viene
consegnata alla polizia, sparisce. E' uno dei tanti personaggi femminili del
film vincitore del Leone d'oro: Il cerchio dell'iraniano Jafar Panahi. In
un paese dove nascere donna è una disgrazia (devono nascondere il volto, non
possono fumare in pubblico, non si possono truccare, non possono prendere i
mezzi pubblici se non sono accompagnate da un uomo, non possono accettare
passaggi dagli uomini e, se restano incinte, sono scacciate via di casa e non
possono abortire), essere donna e bambina è il massimo dell'infelicità.
I cento passi
Italia, 2000
Regia: Marco Tullio Giordana
Con: Luigi Lo Cascio, Luigi Maria Burruano, Lucia Sardo, Tony
Sperandeo
col.
Il figlio di due madri
(Fils de deux mères ou Comédie
de l’innocence)
Francia, 2000
Regia: Raoul Ruiz
Con: Isabelle Huppert, Jeanne Balibar, Nils Hugon
Col.
Liam
Gran Bretagna, 2000
Regia: Stephen Frears
Con:
Ian Hart,
Claire Hackett, Anthony Borrows
Col.
Uttara
India, 2000
Regia: Buddhadeb Dasgupta
Con: Tapas Adhikari, Msud Akhtar, Jaya Seal
Col.
Il cerchio (Dayereb)
Iran, 2000
Regia: Jafar Panahi
Con: Fereshteh Sasr Orafai, Nargess
Mamizadeh, Maryiam P. Almani
Col. 90
Attori
DELLA JEEP)