
Sulla
strada della scuola
Se per voi il cinema è solo distensione, risata,
evasione, sogno, fantasia, ecc. non andate a vedere un piccolo film presentato
al festival di Locarno 2013, insignito del logo Unesco, prodotto dalla Walt
Disney Francia e acquistato per l’Italia da Academy Two. Non ci andate perché vi annoiereste a morte. Se le
vostre scelte sono condizionate da ciò che si dice in giro, dal successo di
pubblico e di critica, evitate di perdere il vostro tempo cercando riscontri
sui quotidiani, ai botteghini, negli spot, ecc.
Evitate perché difficilmente trovereste chi vi consiglierà un docu-film rimasto in circolazione solo una settimana. Se,
invece, per voi andare al cinema significa anche conoscere e riflettere, allora
cercate di recuperare in qualche modo “Vado
a scuola” firmato da Pascal Plisson.
Conoscere cosa? Quello che in alcune parti del
mondo devono affrontare bambini tra gli 11 e i 13 anni per raggiungere la
scuola. La bellezza della fotografia e la suggestione delle inquadrature non
traggano in inganno: non sono inventate le quattro amare storie che ci vengono raccontate.
Lo sappiano i nostri ragazzi che con i cellulari di ultima generazione filmano
in classe scene di stupida goliardia, che falsificano la firma dei genitori,
che si addormentano in fondo all’aula perché la sera prima hanno chattato fino
a notte fonda. Sappiano quello che ha realizzato Plisson,
esperto in documentari sull’Africa. Stava lavorando a un progetto sui Masai quando, resosi conto dei pericoli che i bambini
affrontavano per raggiungere la scuola,
ha avuto l’idea di allargare la sua ricerca ad altri paesi. Grazie
all’organizzazione internazionale Aide et Action che gli ha
procurato i giusti contatti e alle scuole che gli hanno segnalato alcuni
studenti, ha pedinato quattro bambini e ha opportunamente intrecciato le loro
storie per dire che in Kenia come in Marocco, in Patagonia come nel golfo del
Bengala, ci sono milioni di ragazzi che, ben coscienti di come “un libro e una
penna possono cambiare la vita”, si mettono con entusiasmo sur le chemin de l’écol
.
Jackson, per esempio, è un bambino undicenne della
tribù kenyota Sumburu che si
alza alle 5 del mattino, riempie la sua tanica d’acqua e percorre di corsa 15
chilometri. Ubbidiente alle raccomandazioni del padre, si trascina dietro la
sorellina Salome e si tiene alla larga dalle zone
infestate dagli elefanti. Nel film,
seguiamo il suo cammino il giorno in cui deve svolgere un compito al quale
tiene in modo particolare: fare l’alzabandiera prima delle lezioni. Arriverà in
orario, per la tranquillità del maestro che, leggendo l’appello, si assicura
che nessuno dei suoi alunni è rimasto vittima di bande armate, o di animali che
infestano la savana. Zahira, invece, è una giovane
berbera di 12 anni che, confortata dalle parole della nonna analfabeta, parte
dal suo villaggio della valle di Imlil e sopporta
volentieri ogni sacrificio perché spera di avere un futuro migliore dei suoi
fratelli e delle sue sorelle già sposate a soli 13 anni. Il suo viaggio di ben 30
chilometri inizia all’alba del lunedì, quando attraversa le montagne del
Marocco, si unisce lungo la strada ad altre due coetanee e, con l’aiuto di
occasionali passaggi, raggiunge la scuola della cittadina di Asni, dove resterà per tutta le settimana. Il terzo
protagonista si chiama Carlito, si sente un cowboy in miniatura e vive tra le montagne della
Patagonia. Ha solo 11 anni, ma già sogna di diventare veterinario e, per raggiungere
la scuola, monta sul suo cavallo e, assieme alla sorellina, percorre 25
chilometri di montagne e di sconfinate praterie. E, infine, ecco Samuel, un bambino
disabile che vive in un villaggio di pescatori nel sud dell’India. Coccolato
dalla madre, è trascinato dai due fratellini più piccoli su una carrozzina
arrugginita per 8 chilometri e, al suo arrivo, viene accolto dalle grida di
gioia degli amici della scuola di Periyapattinam.
Impossibile, dopo aver visto questo film (film? magari
fosse solo un film!) restare indifferenti alle facce deliziose dei piccoli
protagonisti, ai loro dialoghi, alla loro voglia di apprendere condivisa dai
genitori, incompresa da qualche adulto egoista e fortunatamente facilitata da
altri dal cuore d’oro. Impossibile evitare confronti e non dare spazio alla
riflessioni di cui si parlava all’inizio. A meno che – come nel mio caso – non
si lasci volentieri la parola alla sconosciuta signora che, in una sala
semideserta, era seduta alle mie spalle. Quando si sono riaccese le luci, non
tanto sommessamente da evitare che altri sentissero, ha detto al figlioletto
che le stava accanto: “Vedi? E tu fai tante storie per alzarti la mattina!”
Vado
a scuola (titolo originale: Sur le chemin de l’écol)
Regia: Pascal Plisson
Con: Jackson Saikong, Salome Saikong, Zahira Badi, Carlito Janez, Samuel J.Esther
Docu-Film
Francia, 2013
Durata: 75’, colore