
Precious
la Rosetta di
Harlem
Se, quella narrata in Precious, fosse solo una storia inventata dalla poetessa Sapphire nel romanzo Push – La storia di Precious Jones e brillantemente trasportata in un film
che ha fatto incetta di premi, ci sarebbe da complimentarsi con i giurati
del Sundance
Film Festival, del Festival di Cannes e dei Premi Oscar. Giusti riconoscimenti a un film di non facile fruizione che riesce a trattare
brillantemente temi delicati. Ma Precious, purtroppo, è anche una
storia vera. E, allora, è doveroso passare da semplici
spettatori a responsabili lettori. Perché il cinema non è
sempre e solo passatempo; a volte è amara denuncia.
Harlem, anni Ottanta. E’ qui che vive Precious,
ragazza obesa e semianalfabeta che, a soli diciassette anni, ha già una
tempesta nell’animo. Violentata dal padre ha già dato alla luce una bambina con
la sindrome di Down. Ora è di nuovo incinta e il padre
del suo secondo figlio è ancora quel mostro che l’ha messa al mondo. Frequenta
senza alcun interesse la scuola, ma se non altro durante le ore di lezione può sognare come tutte le adolescenti della sua età
e stare alla larga dalle umiliazioni che le infligge sua madre. Quando la sua nuova gravidanza diventa palese, la direttrice
della scuola è costretta ad espellerla e ad indirizzarla in un istituto per
ragazzi con problemi sociali. E’ in questo nuovo ambiente che Precious, grazie all’aiuto di un’insegnante e di
un’assistente sociale, acquista fiducia in se stessa, impara
a leggere e a scrivere, si riappropria della sua vita.
Diretto da Lee Daniels, regista
sconosciuto alla sua seconda opera, Precious è andato
oltre ogni più rosea previsione, passando negli USA da 18 a
oltre 600 sale in appena due settimane di programmazione, vincendo 2 Oscar
(migliore attrice non protagonista e migliore sceneggiatura non originale) e
oltre 60 premi in 38 festival internazionali. Merito indubbio
delle attrici - dalla debuttante Gabourey Sidibe, nel ruolo della protagonista con quintali di
bravura, a Mo’Nique e Paula Patton,
rispettivamente madre e insegnante di Precious -, ma
anche merito del tema trattato. Non capita spesso, infatti, di
vedere scaraventate dallo schermo agli spettatori così tante e intollerabili
umiliazioni sull’adolescenza. Nel film, l’orco che violenta
la figlia non si vedrà mai. Probabilmente per una comprensibile difficoltà
del regista: come dipingere il volto di un padre incestuoso? Che siano gli
spettatori a modellarlo come meglio credono. Lo
facciano utilizzando gli ingredienti disseminati all’interno della vicenda:
l’ambiente sociale degradato, la moglie-madre gelosa, violenta e vendicativa,
la mamma-bambina sottomessa, la casa
lurida, la bambina portatrice d’handicap. Ben
visibile, al contrario, il faccione della protagonista. Da ricordare per un bel
po’, giacché – per dirla con le parole di Sapphire,
che ha lavorato ad Harlem come insegnante – “queste persone non sono invisibili. Ne
sentiamo parlare ogni giorno. Sono completamente incomprese e io ho voluto
rivelare quello che le statistiche nascondono. L'ispirazione per 'Precious' mi è venuta osservando
l'elasticità, l'intelligenza e la bellezza di tante ragazze mie allieve che si ostinavano ad andare avanti
nonostante le orrende circostanze cui la vita le costringeva".
Un
film amaro, quindi, sull’ignoranza e sugli abusi all’interno dell’ambiente familiare. Un film che, tuttavia,
non chiude le porte alla speranza. A tremende esplosioni di violenza,
infatti, fanno eco momenti di imprevista dolcezza; la
cruda realtà viene stemperata dal sogno. Per sopravvivere, Precious
si rifugia in un’altra se stessa, penetra lo specchio come la fiabesca Alice e come
tutte le ragazze sognatrici. Ed è nello specchio del
cinema che questa ragazza fisicamente robusta e psicologicamente fragile trova
un’amica, anche lei vittima della bestialità: Rosetta, la figlia di Cesira, la
ciociara. La citazione di un capolavoro della storia del
cinema non è solo un omaggio a De Sica; è una
precisa indicazione di lettura che dal neorealismo filmico rimanda al neo-neorealismo
dei nostri giorni. Oggi come ieri, dice Lee Daniels
“siamo tutti in viaggio e tutti abbiamo il
nostro destino da seguire, ogni giorno. Arrivare al minuto successivo è una
lotta. Ma se Precious riesce
a superare le sue difficoltà, allora dobbiamo per forza riuscirci tutti".
Precious
Regia:
Lee Daniels
Con:
Gabourey Sidibe, Mo’Nique,
Paula Patton, Lenny Kravitz, Sherri Shepwerd, Nealla Gordon,
Stephanie Andujar, Amina Robinson
USA, 2009
Durata:
110′