La locandina di E.T. L'Extraterrestre

 

 

Il ritorno di E.T.

 

 

E.T., il tenero extraterrestre che vent'anni fa commosse gli spettatori di tutto il mondo, ritorna sugli schermi. Su quelli grandi, giacché, in verità, da quelli piccoli delle nostre televisioni non se n'era mai andato. Invitato a cena in casa di amici, ho la mania di soffermarmi a scorrere i titoli dei libri e delle videocassette che fanno capolino dalle mensole attaccate alle pareti, o dai ripiani delle librerie; e mi accorgo che, là dove c'è (o c'è stato) un bambino, il fortunato film di Steven Spielberg non manca mai. Per questo, all'annuncio dell'operazione di ripescaggio, non ho fatto immediatamente salti di gioia. E' vero che, talvolta, una minestra riscaldata può avere un sapore migliore di certi piatti nuovi, ma non è facile allontanare il dubbio che dietro la riproposta di una vecchia storia c'è quasi sempre la mancanza di un'idea nuova. A poco valgono gli sbandierati interventi di maquillage (il ritoccare la scena della fuga di E.T. in mezzo ai boschi, fare uso della tecnica digitale per dare movimento alla gola del pupazzo mentre beve la birra, inserire la scena in cui l'extraterrestre si immerge nella vasca da bagno assieme ad Elliot, ecc.); la sostanza non cambia: E.T. è un film già visto.

Quindi, da non rivedere? No, questo no!

 

Mi si permetta di aprire una parentesi sul tema della "rilettura". Capita spesso di rileggere un testo: lo studioso lo fa per capire meglio (da sei secoli i cultori di Dante si scervellano su alcuni versi della Divina Commedia), gli esegeti lo fanno per interpretare la parola di Dio e adeguarla ai tempi moderni (brani biblici ed evangelici vengono ciclicamente ripetuti in tutte le chiese del mondo), gli sportivi lo fanno per diletto e per riprovare sensazioni irripetibili (quanti amanti del calcio hanno rivisto lo storico incontro Italia - Germania: 4 a 3 di un campionato mondiale di trent'anni fa!). I bambini, da parte loro, amano la ripetizione di storie conosciute entro le quali cercare e trovare punti di riferimento sicuri. Conoscere già il finale non inquina più di tanto il piacere della narrazione e dell'ascolto. "La storia già conosciuta, entro la quale il bambino ricerca dei punti di riferimento sicuri perché già incontrati, - scrive Raffaele Simone in Maistock, edito da "La Nuova Italia", che suggeriamo di leggere a chi ha rapporti con i bambini - crea una sorta di finzione di tensione, o di tensione al quadrato, che può costituire per il bambino una particolare specie di piacere al testo. (…) I bambini hanno bisogno di storie nelle quali si possono ritrovare, con quel tanto di inquietudine (come finirà?) che una narrazione ben fatta suscita sempre in chi la legge o ascolta, ma anche con quel tanto di sicurezza (e di rassicurazione) che proviene da un testo orientato verso un fine, che è anche la sua fine.".

Chi ha addormentato mille volte un bambino con il racconto della stessa storia capisce meglio quello che si vuole dire. Chiusa parentesi. Torniamo al film.

 

Il ritorno di E.T. non va salutato come evento filmico, bensì come felice riproposta di una moderna favola per bimbi del Duemila. Oggi, ancora di più, è possibile credere all'incontro tra un essere non appartenente al nostro pianeta e un bambino, alla loro amicizia e alla complicità di un gruppo di ragazzi decisi a fare ritrovare la via di casa a chi si è smarrito. Il pupazzo creato da Carlo Rambaldi torna con un Oscar in tasca, ma non si dà arie. Fa smorfie come allora, si commuove e ci commuove, ridicolizza ancora i grandi che vedono dappertutto pericoli di morte e fa ancora volare le biciclette in una notte di luna piena. E' un ritorno gradito, anche per chi in questi anni è cresciuto e non crede più alle favole. Sarà lo stesso E.T. di allora? Non sarà cambiato anche lui, come i suoi piccoli amici? Voglio estremizzare il gioco della fantasia collettiva. Quando dice "casa", mi piace immaginarlo con un po' di confusione in testa: parla della casa sua in mezzo alle stelle, o della sua seconda casa, la nostra, dove da vent'anni si aggira tra una videocassetta e l'altra?

 

 

E.T. l’extra-terrestre (E.T. the Extra-Terrestrial)

USA, 1982

Regia: Steven Spielberg

Con: Henry Thomas, Dee Fallace, Peter Coyote, Drew Barrymore

Col. 115’