
da S. Matteo a Pasolini:
Il Vangelo secondo Matteo
Due autori a confronto
S. Matteo
Matteo
- il nome significa "dono di Dio" -, chiamato anche Levi (in Mc. e
Lc.), era figlio di Alfeo ed esercitava l'ufficio di gabelliere o esattore
d'imposte nella città di Cafarnao. Chiamato da Gesù mentre sedeva al tavolo del
suo lavoro, seguì il Maestro e divenne uno dei 12 apostoli. Queste sono le
poche notizie "sicuramente storiche" che conosciamo della sua vita.
La tradizione vuole che, dopo l'Ascensione del Signore, egli abbia predicato il
vangelo agli ebrei di Palestina conducendo una vita assai austera. Alcuni
scrittori ecclesiastici affermano che egli abbia predicato il vangelo anche in
Etiopia (Rufino), in Persia (S. Ambrogio), in Siria, fra i Parti (S. Isidoro) e
persino in Irlanda.
L'autenticità
del vangelo di Matteo è, invece, largamente testimoniata dalla tradizione
patristica a cominciare dalla fine del I° secolo. Numerose, infatti,
sono le citazioni desunte dal suo testo - letterali, o a senso - che si
riscontrano nella Lettera di Barnaba, in quella di S. Policarpo ai
Filippesi, nell'Apologia di S.Giustino, nelle varie lettere di S. Ignazio di
Antiochia e di S. Clemente romano. Papia, vescovo di Gerapoli e discepolo di
Giovanni il Presbitero (probabilmente l'apostolo) afferma ufficialmente:
"Matteo scrisse in lingua ebraica i detti del Signore; ognuno poi
li tradusse come meglio potè". Che l'espressione "i detti"
voglia dire "il vangelo" nessun dubbio: così, infatti, la intesero i
Padri che ebbero fra le mani la storia ecclesiastica di Eusebio e così traduce
l'autore della versione siriana della medesima opera. Altre testimonianze si
hanno dai vecchi prologhi latini, dal Frammento Muratoriano, dagli
scritti di S. Ireneo, Origene, Eusebio, Tertulliano, S. Girolamo, ecc.
La
lingua originale in cui Matteo redasse, fra il 42 e il 50, il suo primo vangelo
fu l'aramaico, ma di questa versione non è giunta a noi alcuna traccia.
Si
ignora, infine, chi abbia per primo operato la traduzione nella lingua greca.
Potrebbe anche darsi - ma si tratta di una semplice congettura - che sia stato
lo stesso autore. Incerto è pure il tempo in cui fu eseguita la versione;
tuttavia, dall'uso che di questa ne hanno fatto i Padri dell'epoca apostolica
(S. Clemente romano, S. Policarpo di Smirne, S. Ignazio di Antiochia), si può
ragionevolmente supporre che non può essere posteriore agli ultimi decenni del
I secolo.
Incerto
è anche il genere della sua morte: c'è chi parla di morte naturale e chi di
martirio.
I
primi Padri della Chiesa, parlando di Matteo e della sua santità, rilevano tre
caratteristiche: la sua pronta obbedienza (nel rispondere all'invito di Gesù),
la sua generosità (nell'abbandonare tutto), la sua umiltà (nel non esitare a
parlare di sé come di un peccatore).
Il
simbolo che la tradizione gli associa è quello di un angelo alato che ricorda
l'incipit della sua narrazione: l'annuncio della maternità dato alla Madonna.
Il
Vangelo di S. Matteo ripercorre le
tappe principali della vita di Cristo: dalla nascita alla sua vita pubblica,
dai miracoli alle parabole, dalla passione alla morte e alla risurrezione.
Pier Paolo Pasolini (Bologna 1922 - Ostia 1975)
"L'infanzia
e la prima giovinezza di Pasolini, trascorse tra la nativa Bologna e la materna
Casarsa, sono segnate da eventi traumatici: i rapporti difficili col padre
(ufficiale che cambia spesso di guarnigione), l'attaccamento fortissimo alla
madre, la morte del fratello, partigiano "bianco" fucilato da
partigiani comunisti. Questa tragedia familiare non gli impedisce di aderire al
PCI, cui rimarrà solidale nonostante resti vittima di un nuovo crudele
episodio: l'espulsione dal partito a causa della sua omosessualità. Ha inizio,
così, un assurdo processo alla sua diversità che non si placherà nemmeno dopo
la sua morte. Privato per lo stesso motivo del lavoro di insegnante, nel 1950 è
costretto a trasferirsi con la madre dal Friuli a Roma. Nella capitale riesce a
far fronte alle difficoltà economiche e a dedicarsi contemporaneamente alla
letteratura e alla poesia lavorando come sceneggiatore, soprattutto per Mauro
Bolognini. Sul binomio Cinema-Scrittura
scorrerà la sua attività artistica. Privo di cognizioni tecniche, ma sorretto
da una lunga preparazione interiore, esordisce nella regia con Accattone
(1961). Trasferisce così sullo schermo quello che era già apparso il motivo
dominante della sua produzione letteraria: la sympathia ideologica,
erotica e religiosa per il sottoproletariato romano. Reietto e colpevolizzato
lui stesso come "diverso", si sente solidale con questo mondo di
diseredati, dimenticati da ogni chiesa e partito. Ne ammira l'inconsapevole
grazia, la feroce innocenza, il pagano cattolicesimo: valori culturali
sopravvissuti alla miseria materiale e morale, ma destinati a soccombere - come
testimonia il successivo Mamma Roma (1962) - al benessere
piccolo-borghese. La visione epico-religiosa di Pasolini, la sua predilezione
per le parabole, il suo cattolicesimo "eretico" trovano ispirazione
nel tema della Passione per i due film successivi: La ricotta (episodio
di RoGoPaG, del 1963) ed Il vangelo secondo Matteo (1964). In
quest'ultimo raffigura un Cristo polemico e combattivo che risente dei fermenti
innovatori dell'epoca conciliare e giovannea, ma che rispecchia innanzitutto la
sua stessa vocazione allo scandalo. Essere intellettuale - ossia portatore di
sapienza - significa per lui un impegno civile e morale da adempiere con
coraggio e senza illusioni; sulla crisi di questo ruolo riflette nel successivo
Uccellacci e uccellini (1966), un film amarissimo eppure sorridente:
grazie al suo spirito pedagogico, Pasolini riesce ad adattare una concezione
essenzialmente tragica della realtà anche al tono dell'apologo e della fiaba.
In queste forme si esprime nuovamente in La terra vista dalla luna
(episodio di Le streghe del 1967), in Che cosa sono le nuvole? (episodio
di Capriccio all'italiana del 1968) e in La sequenza del fiore di
carta (episodio di Amore e rabbia del 1969). Negli anni della
contestazione, la sua posizione è nuovamente di dissenso: non solo contro il
Potere, ma anche contro i suoi apparenti oppositori, che celebrano l'avvento
delle "magnifiche sorti e progressive". Pasolini esprime la sua peculiare
visione della crisi e del trasformismo della borghesia in due complesse
metafore: Teorema (1968) e Porcile (1969). Nei fatti di quegli
anni riconosce l'avvento di un nuovo corso del Potere, che vuole l'omologazione
dell'intero tessuto sociale al modello piccolo-borghese: scompare così la
civiltà dell'Italia precapitalistica e contadina, di cui sopravvivono ormai
degli effimeri equivalenti solo nei paesi del Terzo Mondo. In queste proiezioni
del suburbio romano, ambienta i classici della letteratura greca e medioevale:
vi fa rivivere sia l'arcaico sentimento del tragico - Edipo re (1967), Medea
(1970) - sia la gioia liberatrice dell'eros - Il Decameron (1971), I
racconti di Canterbury (1972), Il fiore delle mille e una notte (1974). Con
questa "trilogia della vita", dà la sua adesione alla lotta per la
liberazione sessuale, ma al tempo stesso la rinnega poiché vede attualmente
sostituita all'antica "tolleranza" popolare in materia di sesso, una
pseudo-libertà consumistica, sostanzialmente repressiva. Il mondo che amava,
ormai legato al modello imposto dalla borghesia, gli si rivela mostruosamente
degenerato. Abiurata la trilogia, dà uno spietato ritratto di questo genocidio
in Salò o le 120 giornate di Sodoma (1975). Le sue conclusioni si sono
fatte disperate: "La vita - scrive - è un mucchio di insignificanti e
ironiche rovine". Ma al tempo steso le sue posizioni sono diventate sempre
più scomode e polemiche: attacca il "Palazzo", chiama alla
corresponsabilità intellettuali e politici, critica il conformismo di sinistra,
si fa un gran numero di nemici. Tutte testimonianze di quell'inquieta, febbrile
volontà di intervento che ben riassume la sua personalità artistica e
intellettuale. Il suo rapporto con il cinema (non meno di quello con la poesia)
si nutre spesso di dichiarazioni programmatiche e s'arricchisce sempre
(nell'ostentata contaminazione di forme diverse di espressione) di note a
margine, glosse, rilievi critici e retorici. Geniale assimilatore, Pasolini ha
sempre rivolto una notevole attenzione agli aspetti tecnici creando un
linguaggio cinematografico che, anche laddove confessa il debito verso molti
modelli (Chaplin, Rossellini, il neorealismo, Godard, la nouvelle vague,
Mizoguchi, ecc.) riesce ad essere originale, provocatorio, stilisticamente
riconoscibile. E stilistica è stata, infatti, una delle sue maggiori
preoccupazioni, tanto da condurlo sul piano teorico a formulare un'ipotesi
linguistica e prosodica di "cinema di poesia", vale a dire di un
cinema necessariamente formalistico che fa i conti con la specificità del suo
linguaggio e dei suoi codici espressivi e fa sentire, attraverso l'uso della
"soggettiva libera indiretta", la presenza autorevole della macchina
da presa (alternanza di obiettivi diversi su uno stesso oggetto, controluce fintamente
casuali, movimenti di macchina a mano, carrelli esasperati, ecc.). A questo
cinema (di cui Pasolini parla in Empirismo eretico) appartiene
certamente l'opera del regista friulano. Pasolini ha dimostrato peraltro di
essere un eccezionale poeta della fisicità: i suoi volti, presi dalla strada,
secondo la tradizione neorealista, scelti fra le schiere dei suoi amici
letterati (Volponi, Morante, Leonetti che presta la sua querula voce al corvo
di Uccellacci e uccellini, ecc.) e fra i parenti (la madre Susanna come
madre di Cristo in Il vangelo secondo Matteo, Graziella Chiarcossi,
ecc.) rientrano tutti nel suo orizzonte pittorico - mai teatrale -, nella
dimensione - spesso prepotentemente soggettiva e, altrettanto spesso,
miracolosamente suggestiva - dell'immagine visiva, anche quando appartengono ad
attori professionisti come Silvana Mangano, Anna Magnani (che, non a caso, si
sentì usata e non protagonista in Mamma Roma), Maria Callas, Totò. Fin
dal '49, lui e la sua opera sono stati oggetto di 33 processi e di un'ininterrotta
persecuzione. In questa luce, la sua uccisione a Ostia, schiacciato dalla sua
automobile - al di là delle circostanze contingenti, peraltro mai chiarite -
assume il significato di una sentenza. Ambientando al tempo della repubblica
sociale gli orrori sessuali - dalle violenze di ogni genere alla torture
efferate e minuziosamente esibite - che Sade descrive, Pasolini ha consegnato
all'ultimo film la summa della sua ideologia e della sua fantasia, l'impasto di
manierismo, religione e dissacrazione che creano il suo carattere di artista
(della parola e dell'immagine)." (da: Alessandro Bencivenni, in Dizionario
universale del cinema, a cura di F. Di Giammatteo, Editori Riuniti).
Note tecniche sul film:
titolo: Il vangelo secondo
Matteo
produzione: Italia, 1964
regia: Pier Paolo Pasolini
con: Enrique Irazoqui,
Margherita Caruso, Susanna Pasolini, Marcello Morante, Paola Tedesco, Ninetto
Davoli.
durata: 142', b/n.
Due
testi a confronto
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Il vangelo secondo Matteo |
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il testo evangelico |
il
film |
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Genealogia di Cristo |
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Maria
è incinta. Giuseppe pensa di ripudiarla. |
Maria
è incinta. Giuseppe pensa di ripudiarla. |
|
L'angelo
annuncia a Giuseppe che la maternità di Maria è opera dello Spirito Santo. Giuseppe
ritorna da Maria. |
L'angelo
annuncia a Giuseppe che la maternità di Maria è opera dello Spirito Santo. Giuseppe
ritorna da Maria. |
|
Tre
re chiedono ad Erode notizie sul nato Messia. Erode è turbato. Andate e
fatemi sapere. |
Tre
re chiedono ad Erode notizie sul nato Messia. Erode è turbato. Andate e
fatemi sapere. |
|
I
tre re magi trovano Gesù. Gli offrono i loro doni. Sulla via del ritorno,
l'angelo li guida per un'altra strada. |
I
tre re magi trovano Gesù. Gli offrono i loro doni. Sulla via del ritorno,
l'angelo li guida per un'altra strada. |
|
L'angelo
ordina a Giuseppe di andare in Egitto. |
L'angelo
ordina a Giuseppe di andare in Egitto. |
|
Erode
ordina la strage degli innocenti. |
Erode
ordina la strage degli innocenti. |
|
Erode
muore. L'angelo ordina a Giuseppe di ritornare in patria. |
Erode
muore. L'angelo ordina a Giuseppe di ritornare in patria. |
|
Giovanni,
sulle rive del Giordano, predica, battezza, inveisce contro i farisei
"razza di vipere". |
Giovanni,
sulle rive del Giordano, predica, battezza, inveisce contro i farisei
"razza di vipere". |
|
Il
battesimo di Gesù. |
Il
battesimo di Gesù. |
|
Le
tre tentazioni nel deserto: cambiare le pietre in pane, gettarsi nel vuoto,
adorare Satana. |
Le
tre tentazioni nel deserto: cambiare le pietre in pane, gettarsi nel vuoto,
adorare Satana. |
|
La
vocazione degli apostoli. |
La
vocazione degli apostoli. |
|
La
predicazione di Cristo lungo le strade della Galilea. |
La
predicazione di Cristo lungo le strade della Galilea. |
|
Gesù
guarisce il lebbroso. |
Gesù
guarisce il lebbroso. |
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|
Il sermone della montagna:
le beatitudini. |
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La preghiera del Padre
Nostro. |
|
Gesù e i farisei. |
Gesù e i farisei. |
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Gesù guarisce il servo del
centurione. |
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Gesù guarisce la suocera di
Pietro. |
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La tempesta sedata. |
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Gli indemoniati nel paese
dei gadareni. |
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La guarigione del
paralitico. |
La guarigione del
paralitico. |
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La vocazione di Matteo. |
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La figlia di Giairo e
l'emorroissa. |
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|
I due ciechi e il muto
indemoniato. |
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La moltiplicazione dei pani
e dei pesci. |
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Cristo cammina sulle acque. |
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Giovanni
manda i suoi discepoli da Gesù: Sei tu quello che deve venire? |
Giovanni
manda i suoi discepoli da Gesù: Sei tu quello che deve venire? |
|
Imprecazioni
di Gesù alle città impenitenti: Guai a voi! |
Imprecazioni
di Gesù alle città impenitenti: Guai a voi! |
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|
La predicazione di Gesù. |
|
Gesù padrone del sabato. |
Gesù padrone del sabato. |
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La mano arida. |
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Dolcezza di Gesù. |
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L'indemoniato. |
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la malizia dei farisei. |
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Il segno di Giona. |
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Gli spiriti maligni. |
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Maria e i parenti vanno a
trovare Gesù. |
Maria e i parenti vanno a
trovare Gesù. |
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Il giovane ricco. |
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Gesù e i fanciulli. |
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Le parabole: il seminatore |
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il buon grano e il loglio |
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il granello di senapa - il
lievito |
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il tesoro, la perla e la rete. |
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Gesù a Nazareth. |
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Il ballo di Salomè e il
martirio di Giovanni Battista |
Il ballo di Salomè e il
martirio di Giovanni Battista. |
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Prima moltiplicazione dei
pani |
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Il passaggio all'altra riva
del lago. |
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Gesù sulle acque del lago. |
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I farisei e la tradizione. |
I farisei e la tradizione. |
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La madre Cananea. |
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Seconda moltiplicazione dei
pani. |
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Il segno del cielo. |
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Il lievito dei farisei e
dei sadducei. |
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|
Confessione di Pietro. |
Confessione di Pietro. |
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Prima profezia della
passione. |
Profezia della passione. |
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|
La
carità e umiltà cristiana. Invettive
contro lo scandalo ai bambini. |
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La trasfigurazione. |
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L'epilettico guarito. |
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Seconda profezia della
passione. |
Seconda profezia della
passione. |
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Il tributo per il tempio. |
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|
La carità e umiltà
cristiana. Invettive contro lo
scandalo ai bambini. |
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|
La pecorella smarrita. |
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|
Correzione fraterna e il
perdono cristiano. |
Correzione fraterna e il
perdono cristiano. |
|
Parabola del servitore
spietato. |
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Il divorzio. |
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Gesù e i fanciulli. |
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|
Il giovane ricco. |
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Parabola degli operai. |
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Terza profezia della
passione. |
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I figli di Zebedeo. |
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I ciechi di Gerico. |
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Ingresso in Gerusalemme. |
Ingresso in Gerusalemme. |
|
I profanatori cacciati dal
tempio. |
I profanatori cacciati dal
tempio. |
|
Il fico maledetto. |
Il fico maledetto. |
|
La domanda dei farisei. L'autorità di Gesù. |
La domanda dei farisei. L'autorità di Gesù. |
|
Parabola dei due figli. |
Parabola dei due figli. |
|
Parabola dei vignaioli
perfidi. |
Parabola dei vignaioli
perfidi. |
|
Le nozze regali. |
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|
Il tributo a Cesare. |
Il tributo a Cesare. |
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I Sadducei e la
risurrezione. |
I Sadducei e la
risurrezione. |
|
Il principale comandamento. Il Cristo figlio di Davide. |
Il principale comandamento. Il Cristo figlio di Davide. |
|
Le colpe dei farisei. |
Le colpe dei farisei. |
|
Predizione sugli ultimi
tempi. |
Predizione sugli ultimi
tempi. |
|
La distruzione di
Gerusalemme. Il ritorno di Cristo. |
La distruzione di Gerusalemme. Il ritorno di Cristo. |
|
Vigilanza cristiana. |
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Le vergini savie e le
stolte. |
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Parabola dei talenti. |
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Il giudizio finale. |
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La cospirazione del
sinedrio. |
La cospirazione del
sinedrio. |
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La cena di Betania. |
La cena di Betania. |
|
Il patto di Giuda. |
Il patto di Giuda. |
|
L'ultima cena. |
L'ultima cena. |
|
Il traditore svelato. |
Il traditore svelato. |
|
Istituzione
dell'eucaristia. |
Istituzione
dell'eucaristia. |
|
Gesù predice l'abbandono
dei discepoli. |
Gesù predice l'abbandono
dei discepoli. |
|
Al Getsemani: il calice
amaro. |
Al Getsemani: il calice
amaro. |
|
Tradimento di Giuda e
cattura di Gesù. |
Tradimento di Giuda e
cattura di Gesù. |
|
Gesù davanti al sinedrio. |
Gesù davanti al sinedrio. |
|
Le negazioni di Pietro. |
Le negazioni di Pietro. |
|
Il suicidio di Giuda. |
Il suicidio di Giuda. |
|
Gesù davanti a Pilato. |
Gesù davanti a Pilato. |
|
Gesù posposto a Barabba e
condannato. |
Gesù posposto a Barabba e
condannato. |
|
Gesù deriso. |
Gesù deriso. |
|
La via crucis e la
crocifissione. |
La via crucis e la
crocifissione. |
|
L'agonia e la morte. |
L'agonia e la morte. |
|
Il terremoto. |
Il terremoto. |
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La deposizione nel
sepolcro. |
La deposizione nel
sepolcro. |
|
Risurrezione di Gesù. |
Risurrezione di Gesù. |
|
Le guardie subornate. |
Le guardie subornate. |
|
La missione degli apostoli.
|
La missione degli apostoli. |
Riflessioni
Pasolini
dedica Il vangelo secondo Matteo "Alla cara, lieta, familiare
memoria di Giovanni XXIII". A Venezia - nonostante gli sputi dei fascisti
- il film ottenne il "Gran Premio della giuria".
Tra
i numerosi film che, fino ad oggi, sono stati tratti dal vangelo, questo è,
senza dubbio, il più fedele al testo (e il più bello). L'aneddotica vuole che
il regista abbia avuto l'idea di girare un film sulla vita di Cristo quando,
ospite della Cittadella di Assisi, ebbe modo di leggere in una sola notte il
vangelo che stava sul comodino. Di certo, nella decisione presa dal regista,
avranno avuto il loro peso gli elementi cinematografici presenti nel testo: la
storia, i personaggi, i dialoghi, il messaggio, la scenografia…
Pisolini
sceglie di leggere il vangelo con gli occhi di un laico; eppure, sulla stampa
cattolica il film ebbe un'accoglienza positiva, se non entusiasta. Filmicamente
siamo di fronte a un capolavoro. Egli si accosta al testo sacro con riverenza e
pudore, utilizzando il linguaggio dei lunghi silenzi e dei primissimi piani,
scavando i volti dei personaggi, con il ricorso ad arditi controluce.
Qualche
critico ha sottolineato, quasi a volerne sminuire il valore, che invece di
parlare di un Vangelo secondo Matteo, bisognerebbe parlare di un Vangelo
secondo Pasolini. L'osservazione non
tiene conto del fatto che "tutte le trasposizioni filmiche di testi
letterari" vengono - giustamente e ovviamente - personalizzate. Qui la
"personalizzazione" avviene su più campi: dal coinvolgimento di
parenti e amici (la madre Susanna, Natalia Ginzburg, Rodolfo Wilcock, Alfonso
Gatto, Giorgio Agamben, Enzo Siciliano, Francesco Leonetti), alla scenografia
naturale dei sassi di Matera; dai richiami alla pittura del Quattrocento, alle
inflessioni dialettali; dalla musica, alle inquadrature.
Ma,
personalizzare un testo sacro, non è quello che tutti i credenti fanno?