
da Sepulveda a D'Alò:
La gabbianella e il gatto
Due autori a confronto
Luis Sepùlveda (Ovalle, Cile, 1949)
Luis Sepùlveda ha avuto una vita piena di avventure,
paragonabile, come dice qualcuno, "a quella di un avventuriero d'altri
tempi". Nativo di Ovalle, passa l'infanzia e la gioventù a Santiago, dove
il padre aveva trovato lavoro come segretario di un generale dell'esercito. Sua
madre, Irma Calfucura, lo descrive come un bambino molto tranquillo e serio,
con una spiccata inclinazione a raccontare storie. "Gli piaceva leggere -
dice - e trovava stupidi molti giochi infantili". A 12 anni partecipa a
una gara letteraria scolastica e vince il suo primo premio. Dopo avere
frequentato, per volere del padre e con scarsi risultati, il Liceo commerciale,
si iscrive all'università. Influenzato dallo zio paterno José Sepúlveda (che
diventerà in seguito "Tìo Pepe" e si trasformerà in personaggio dei
suoi libri), decide di militare nel Partito Socialista. Sostenitore di Salvator
Allende, nel
Tra i suoi libri più noti: Il vecchio che leggeva romanzi
d'amore (1989), tradotto in 14 lingue e al quale deve l'inizio della sua
notorietà internazionale, Il mondo alla fine del mondo (1989), Un
nome da torero (1994), Patagonia Express (1995), Storia di una
gabbianella e del gatto che le insegnò a volare (1996), la raccolta di
racconti Incontro d'amore in un paese di guerra (1997), La frontiera
scomparsa, Diario di un killer sentimentale, Le rose di Atacama, Racconti senza patria, Jacarè.
Rileggiamo la trama della Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a
volare:
Il giorno in cui sta per deporre il suo primo uovo,
la gabbiana Kengah resta avvelenata da una chiazza di petrolio fuoriuscita da
una petroliera. Sentendosi morire, cerca rifugio nel giardino della casa dove
vive, coccolato dalla sua padrona, il pacifico e pacioccone gatto Zorba. Al
gatto, la gabbiana strappa tre promesse: non mangiare l’uovo, avere cura del
nascituro, insegnargli a volare. Trovatasi all’interno della comunità dei
felini, la gabbianella orfana e adottata (con il nome di Fortunata) da Zorba,
si crede una gattina e viene coinvolta nella lotta contro un esercito di ratti
sbucato dalle fogne agli ordini del Grande Topo, che mira alla conquista del
potere.
Col tempo, Fortunata scopre la sua vera identità e
impara a volare. Una notte, dopo aver detto addio ai suoi benefattori, si unisce
ad uno stormo di gabbiani e spicca definitivamente il volo verso il cielo.
Altro film: Opopomoz (2003)
Note tecniche sul film:
titolo: La gabbianella e il
gatto
produzione: Italia, 1998
regia: Enzo D’Alò
con: film di
animazione con le voci di Luis Sepùlveda, Carlo Verdone, Antonio Albanese,
Melba Ruffo
durata:
Due testi a confronto
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Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare |
La gabbianella e il gatto |
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il romanzo |
il film |
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Un
poeta, una bambina e la bella gattina Bubulina si nutrono di cibo e di storie
in poesia. |
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Nel
porto, al comando del Grande Topo, i topi spadroneggiano e fanno razzie di
cibarie. Quattro
gatti (Colonnello, Segretario, Diderot e Zorba) e il gattino Pallino cercano
di rendere loro la vita difficile, ma la lotta è impari. Zorba
è ferito. |
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I
gatti fanno amicizia con Bubulina e con la sua padroncina. La storia che il
poeta sta scrivendo è cresciuta: ora è senza rima e per grandi. |
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Nel
mare in tempesta una nave scarica del petrolio. |
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Lo
stormo di gabbiani del Faro della Sabbia Rossa, in volo verso . |
Uno
stormo di gabbiani in volo, avvistato un banco di aringhe nel mare del Nord,
si lancia in picchiata. . |
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I
gatti sono a spasso. Si vantano della lotta sostenuta contro i topi durante
la notte. Zorba
è innamorato di Bubulina; non sopporta che altri gatti la corteggino. Pallino
fa domande "imbarazzanti" sull'amore. Un pescivendolo scaccia via i
gatti che nella notte non hanno saputo proteggere la merce dai topi. |
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La
gabbiana Kengah non sente il grido di allarme e resta invischiata in un'onda
di petrolio. Dopo
vari tentativi riesce con enorme fatica a spiccare il volo. |
La
gabbiana Kengah non sente il grido di allarme e resta invischiata in un'onda
di petrolio. Il gabbiano Igor le consiglia di tentare comunque il volo, se
non altro per dovere nei confronti dell'uovo che sta per depositare |
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Un
bambino di Amburgo parte per le vacanze e lascia a casa Zorba, un gatto nero
grande e grosso, che quando era solo un cucciolo egli aveva salvato dal becco
di un pellicano. |
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La
gabbiana Kengah riesce faticosamente ad evitare la morte e a volare fino ad
Amburgo. |
La
gabbiana Kengah riesce faticosamente ad evitare la morte e a volare fino ad
Amburgo. |
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La
gabbiana Kengah atterra moribonda sul balcone di Zorba e strappa al gatto tre
promesse: non mangiare l'uovo che sta depositando, avere cura del piccolo che
nascerà, insegnargli a volare. |
La
gabbiana Kengah atterra moribonda nel cortile di Zorba e strappa al gatto tre
promesse: non mangiare l'uovo che sta depositando, avere cura del piccolo che
nascerà, insegnargli a volare. |
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Zorba,
in cerca di un consiglio per sapere come comportarsi, si reca al ristorante Cuneo.
Lungo la strada litiga con due gatti randagi che lo prendono in giro.
Introdotto dal gatto Segretario, Zorba espone il caso della gabbiana Kengah
al gatto Colonnello. I tre gatti decidono di andare a consultare il dotto
gatto Diderot. |
Zorba,
per sapere come comportarsi, si reca dagli amici gatti che hanno il loro
quartiere generale nel Museo cittadino. I
gatti decidono di consultare il dotto Diderot. |
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Al
bazar del porto Harry, lo scimpanzé Mattia, sempre ubriaco di birra,
vorrebbe far pagare ai tre gatti il biglietto d'ingresso. Zorba lo riduce a
miti consigli. |
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Diderot,
gatto enciclopedico, è adirato contro i topi che hanno rosicchiato una pagina
dell'atlante. I tre gatti gli promettono un aiuto a condizione che egli
cerchi sull'enciclopedia come si fa a togliere il petrolio dalle piume di una
gabbiana. I gatti decidono di utilizzare la benzina che si trova in un
barattolo negli scantinati del ristorante. Come pennello useranno la coda di
Segretario. |
I
topi, intanto, hanno rosicchiato una pagina dell'atlante e Diderot è adirato. Diderot
consulta l'enciclopedia. I
gatti decidono di utilizzare la benzina che si trova in un barattolo di un
distributore. Come pennello useranno la coda di Segretario. |
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Espediente
del gattino Pallino per distogliere l'attenzione del benzinaio. |
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La
gabbiana Kengah muore poco dopo aver depositato l'uovo. Zorba inizia a tenere
fede alle sue promesse. Non mangia l'uovo, né lo fa mangiare agli altri
gatti. Anzi, lo cova. |
La
gabbiana Kengah muore poco dopo aver depositato l'uovo. Zorba rivela agli
altri gatti le sue tre promesse e inizia a tenere fede: non mangia l'uovo, né
lo fa mangiare agli altri gatti. Anzi, lo cova. |
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Durante
la notte, i gatti seppelliscono la gabbiana Kengah miagolando una triste
litania. A loro si uniscono altri animali del porto. |
Durante
la notte, i gatti seppelliscono la gabbiana Kengah miagolando una triste
litania. A loro si uniscono altri animali del porto. |
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Zorba
cova l'uovo. Il pericolo di essere scoperto dal vicino di casa. Nasce
la gabbianella. |
Zorba
cova l'uovo, ma deve ricorrere a mille astuzie per evitare di essere scoperto
dalla sua padrona. I
topi notano quello che accade e riferiscono al Grande Topo. Zorba nel
tentativo di nascondere l'uovo sta per ingoiarlo. Sue peripezie per
nasconderlo anche alla gattina Bubulina. Nasce
la gabbianella. |
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Zorba
è scambiato per la mamma dal piccolo gabbiano; lo sfama con gli insetti.
Arrivano Colonnello, Segretario e Diderot. |
La
gabbianella crede che Zorba sua la sua mamma. Zorba cerca di sfamarlo con la
pappa. Va alla ricerca di un cibo più gradito. |
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Il
capo dei topi ordina di rapire la gabbianella. |
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Zorba
difende la gabbianella dai pericoli che sono sempre in agguato: il vicino di
casa e i due gatti poco di buono. |
Zorba
difende la gabbianella dai pericoli che sono sempre in agguato: la donna che
sistema i vasi e i due topi poco di buono che vogliono rapirla. |
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La
decisione dei gatti: trasferire la gabbianella nel bazar di Harry. Il dubbio
sul sesso del piccolo. Altro pericolo: i ratti. Zorba va a negoziare con il
capo dei ratti. Per garantire l'immunità a Fortunata i ratti chiedono il
libero passaggio di notte. |
La
decisione di Zorba: trasferire la gabbianella in un luogo più sicuro: il
museo. Il dubbio sul sesso del piccolo. |
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Il
problema del sesso risolto da Sopravento: è una gabbiana. Altro problema: il
nome. Colonnello decide e gli altri
approvano. Si chiamerà Fortunata. |
Il
problema del sesso risolto dal gatto Rosa dei venti, abituato a navigare: è
una gabbiana. Altro problema: il nome. Segretario suggerisce e gli altri
approvano. Si chiamerà Fortunata. |
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Il
canto dei gatti. I pescatori li nutrono con i pesci. Anche
Fortunata si abitua a prendere pesci. |
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Altra
riunione tra topi. Si concerta il rapimento della gabbianella. |
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Mattia
rivela a Fortunata la sua natura. Fortunata è in crisi |
Fortunata
e Pallino all'interno del museo giocano con un gomitolo. Bisticciano. Pallino
dice a Fortunata che, appena sarà ingrassata, i gatti se la mangeranno.
Fortunata si allontana in una notte di pioggia. |
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Zorba
fa la corte a Bubulina. Pallino dà l'allarme della fuga di Fortunata e
confessa che la colpa è tutta sua e della sua bugia di ripicca. |
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I
gatti cercano Fortunata. Fortunata
viene rapita dai topi. |
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L'idea
di Diderot: penetrare nel regno dei topi con l'espediente del cavallo di
Troia. I gatti si nasconderanno in un'enorme forma di cacio. |
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Pallino
si avventura da solo nelle fogne. Scopre che i topi stanno per mangiare
Fortunata e interviene con sprezzo del pericolo. I topi sono pronti per
mangiarsi Fortunata e Pallino. |
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Arriva
la forma di cacio e, con essa, la sorpresa. I gatti salvano Pallino e
Fortunata. |
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Zorba
rivela a Fortunata la verità sulla sua natura. |
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Diderot
impartisce a Fortunata lezioni teoriche e pratiche di volo. Primi tentativi
falliti. |
Diderot
impartisce a Fortunata lezioni teoriche e pratiche di volo. Primi tentativi
falliti. Anche
Segretario si cimenta senza esito in tentativi di volo. |
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I
gatti decidono di rompere il tabù di parlare con gli umani. |
I
gatti decidono di rompere il tabù di parlare con gli umani |
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La
scelta dell'umano con il quale Zorba deve parlare: il poeta padrone della
bella gatta Bubulina. |
La
scelta dell'umano con il quale Zorba deve parlare: Mina, la piccola figlia
del poeta e padroncina di Bubulina. |
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Zorba
parla con il poeta. Il poeta accetta di aiutare i gatti nel difficile compito
di far volare Fortunata. |
Zorba
parla con la bambina (prima in sogno, poi realmente). La bambina accetta di
aiutare i gatti nel difficile compito di penetrare nel campanile e far volare
Fortunata. |
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Il
poeta si reca al bazar, prende Zorba e Fortunata e si reca sul campanile di
S. Michele. Fortunata vola. Zorba commenta: "vola solo chi osa
farlo". |
La
bambina, con Bubulina, Zorba e Fortunata, si reca sul campanile di S.
Michele. Tutti fanno il tifo di incoraggiamento. Fortunata vola. |
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Fortunata
prende Pallino e fa provare anche a lui l'ebbrezza del volo. |
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Il
volo definitivo di Fortunata che si unisce agli altri gabbiani. |
Riflessioni
Enzo
D'Alò, pur mantenendo inalterata la storia centrale del romanzo, ha operato nel
suo film alcuni "adattamenti", peraltro condivisi dallo stesso
Sepùlveda, che ha preso parte alla sceneggiatura e ha prestato la sua voce al
poeta narratore.
In
particolare:
-
il poeta, padrone della gatta Bubulina, che nel romanzo appare solo alla fine
per aiutare i gatti nel difficile compito di fare volare Fortunata, diventa il
Narratore della storia. Egli, abitualmente narratore-poeta, a causa del
complicarsi della vicenda, si trasforma in narratore-prosatore e avverte che
tra i destinatari di questo racconto ci sono anche gli adulti;
-
nella vita del poeta non c'è soltanto la gattina Bubulina, ma anche sua figlia
Mina, personaggio completamente inesistente nel romanzo. E' con lei che i gatti
"romperanno il tabù di parlare con gli umani"; sarà lei ad
accompagnare Bubulina e Zorba sul campanile di San Michele per fare spiccare il
volo a Fortunata;
-
la bella gattina Bubulina, che nel romanzo è personaggio marginale, acquista
nel film una certa rilevanza: è corteggiata da tutti i gatti del rione, ostenta
la sua bellezza con civetteria, è amata (e ama, ma fa l'indifferente), stuzzica
quel tanto che basta il geloso, timido, goffo, buono, generoso, forte e macho
Zorba;
-
spariscono, nel film, sia il padroncino di Zorba, che nel romanzo parte per le
vacanze, sia il vicino di casa incaricato di prendersi cura del gatto; tutti e
due vengono sostituiti da una padrona casalinga e paziente;
-
altro personaggio nuovo rispetto al romanzo e sul quale D'Alò si è divertito a
ricamare pregi e difetti tipici dell'infanzia è il gattino Pallino.
Simpaticissimo, con un'incredibile voglia di crescere, furbo (utilizza la sua
tenerezza per distogliere l'attenzione del benzinaio), curioso e impertinente
come tutti i bambini quando fa domande "imbarazzanti" sull'amore,
prepotente, geloso e combina guai, ma anche coraggioso ed eroico. Al posto del
simpatico scimpanzé Mattia, sempre ubriaco di birra (che nel film non esiste),
sarà lui a spifferare a Fortunata, come rivalsa dopo un bisticcio tra cuccioli,
un velenoso miscuglio di verità e bugie. Cosciente di averla combinata grossa
rischierà la propria vita per riscattarsi e per salvare la
"sorellina" dalle grinfie dei topi. Come premio, sarà l'unico gatto a
provare l'ebbrezza del volo;
-
inesistenti nel romanzo sia il patto tra i gatti e il pescivendolo (avranno da
mangiare solo se faranno il loro lavoro di proteggere la merce dai topi), sia i
buffi tentativi di volo imposti dal Colonnello al Segretario;
-
nel film, invece, non esiste traccia dei simpatici dialetti con i quali
"miagolano" sia il Segretario (napoletano) che il Colonnello
(romanesco);
-
il quartiere generale dei gatti, che nel testo letterario è il ristorante Cuneo,
diventa, nel film, un azzeccato Museo cittadino, fornito di biblioteca (luogo
indubbiamente più adatto per Diderot - che splendida intuizione avere chiamato
l'enciclopedico gatto con lo stesso nome del maggiore curatore
dell'enciclopedia! -) e sinistro quanto basta con quell'arredamento di uccelli
impagliati;
-
infine, va dato atto a D'Alò (ma sarebbe interessante sapere anche il ruolo che
in questa circostanza ha avuto lo stesso Sepùlveda) di due
"invenzioni" filmiche che diventano originali e colte citazioni: una evangelico-religiosa,
relativa alla cattiveria del Grande Topo (visto come Erode nella strage degli
innocenti: Andate, spiate e riferite), e l'altra omerico-letteraria,
relativa all'idea di Diderot (e chi altri se non lui?) di penetrare nel regno
dei topi utilizzando l'espediente del cavallo di Troia.