
da Boito a Visconti:
Senso
Due autori a confronto
Camillo Boito (Roma, 1836 - Milano, 1914)
Fratello di Arrigo, nasce a Roma nel 1836.
Architetto e critico d’arte, per quasi cinquant’anni è docente all’Accademia di
Brera di Milano. Lavora ai margini della Scapigliatura, rispetto alla quale
appare più libero da artifici ideologici e formali. Muore a Milano nel 1914. È
autore di due raccolte di racconti: Storielle vane del 1876, e Senso,
nuove storielle vane del 1883.
Le storie narrate da Camillo Boito sono ricche di un
fascino che deriva dall’interessante equilibrio tra realismo e indagine
introspettiva. E' da ricordare, a questo proposito, proprio la novella Senso,
dalla quale il regista Luchino Visconti trasse un celebre film nel 1954.
Rileggiamo la trama di Senso:
Il soggetto del drammatico racconto è lo straziante
amore di una nobildonna veneta, Livia Serpieri, verso un giovane ufficiale
austriaco, per il quale ella tradisce il marito e la causa patriottica (l’epoca
è il 1866). Quando però la donna s’accorge d’esser stata per lui solo uno
strumento, lo denuncia e lo manda a morte. Sempre attento all’analisi dei
personaggi, nella cui psicologia scava con acute notazioni, Camillo Boito
mantiene nelle novelle una costante raffinatezza stilistica, che dona alla sua
limitata produzione le caratteristiche di un prezioso artigianato.
Luchino Visconti (Milano, 1906 - Roma, 1976)
Figlio del duca di Modrone e
di Carla Erba, appartenente alla nuova borghesia industriale, seguendo gli
interessi dei genitori, si occupa di teatro, letteratura e musica. I primi
lavori teatrali gli vengono affidati dal padre che è anche impresario. La
passione per i cavalli lo distoglie per cinque anni da ogni altro interesse.
Poi, dopo che il produttore Gabriel Pascal rifiuta certi suoi soggetti, viene
presentato a Renoir e diviene suo assistente alla regia nel film La
scampagnata (1936). Quest'incontro sarà per lui un'esperienza fondamentale,
giacché entra in contatto con la sinistra artistica parigina e si avvicina agli
intellettuali italiani antifascisti, con i quali realizzerà Ossessione (1943).
Dopo una permanenza di due
mesi a Hollywood, torna in Italia, ma deve fare i conti con la censura che gli
blocca la realizzazione di un soggetto tratto da L'amante di Gramigna di
Verga. Ancora con Renoir inizia la lavorazione di Tosca, bruscamente
interrotta per lo scoppio della guerra.
Accostatosi al Partito
Comunista, aderisce alla lotta partigiana e viene fatto prigioniero. Dopo
La sua adesione al
neorealismo si concretizza con la trasposizione cinematografica de I
Malavoglia di Verga in La terra trema (1948), e con Bellissima (1951),
Senso (1954), Le notti bianche (1957). Gran successo ebbero anche
le messe in scena di opere liriche, interpretate da Maria Callas, nelle quali
Visconti cercò di realizzare una sintesi fra il Mito e
Note tecniche sul film:
titolo: Senso
produzione: Italia, 1954
regia: Luchino Visconti
con: Alida Valli, Farley
Granger, Massimo Girotti, Rina Morelli, Heinz Moog, Marcella Mariani,
Sergio Fantoni.
durata: 120', col.
Due testi a confronto
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Senso |
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la novella |
il
film |
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Dallo scartafaccio segreto della contessa Livia. |
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(Livia, 39 anni, è corteggiata dall'avvocatino
Gino. Non rifiuta la sua corte: "Sperate".) |
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Livia ricorda 16 anni prima, a Trento. |
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A 22 anni sposa un vecchio di 62 anni,
nobile tirolese, che non ama. |
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Viaggio di nozze a Venezia. E' il 1865. |
Venezia 1865: |
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alla Fenice viene rappresentato il Trovatore
di Giuseppe Verdi. |
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E' un'occasione per una manifestazione patriottica
contro gli austriaci. |
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Livia incontra Remigio, tenente austriaco: forte,
bello, perverso, vile. |
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L'incontro decisivo al bagno galleggiante Sirena.
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Livia e Remigio diventano amanti segreti. |
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(Ancora la corte dell'avvocato Gino. Livia lo respinge: Lasciatemi in pace). |
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Remigio chiede a Livia del denaro, manca
all'appuntamento, ha altre donne. |
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Due episodi di viltà di Remigio: - non interviene per salvare un bambino caduto in
acqua; - evita il duello con un veneziano |
Roberto, cugino di Livia, sfida a duello il
tenente Franz Mahler. Per proteggerlo, Livia conosce Franz. Roberto viene arrestato. |
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Livia rivede Franz e accetta la sua corte. I due
vanno in giro per Venezia per tutta la notte. |
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Livia va a trovare Franz. I due diventano amanti.
Livia regala a Franz una ciocca dei suoi capelli e un medaglione. |
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Franz manca all'appuntamento, ha altre donne. Si è
venduto il medaglione. |
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Il marito di Livia decide di lasciare Venezia.
Livia tenta inutilmente di rivedere Franz. Quando torna a casa viene a sapere
che un uomo l'ha cercata e ha lasciato un indirizzo. Si precipita, seguita a
distanza dal marito. E' il cugino Roberto. Roberto le affida uno scrigno
contenente il denaro delle sottoscrizioni per aiutare i patrioti. |
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Per interessamento del marito di Livia, Remigio
evita il trasferimento in Croazia e va a Trento. |
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(L'avvocato Gino si vuole sposare. Livia inveisce
contro di lui). |
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Remigio trasferito da Trento a Verona. Chiede a Livia dei soldi. Li ottiene. |
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Remigio scrive quattro lettere e sparisce.
Riappare all'improvviso. Chiede a Livia i soldi per corrompere i medici.
Ottiene i brillanti. |
Livia dorme. Franz riappare all'improvviso. Lei
vorrebbe mandarlo via, poi cede e i due riprendono la loro relazione. Livia
nasconde Franz nel granaio. Il granaio va in fiamme. La complicità della
serva di Livia. L'idea di corrompere i medici. Livia dà a Franz il denaro dei
patrioti. |
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Remigio scrive una sola lettera. Sta bene. |
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Notizie della disfatta dell'Austria. |
Campo di battaglia. Il cugino si inoltra tra le
prime linee. La disfatta dell'Italia. |
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Livia parte per Verona. Il suo viaggio. |
Livia decide di partire per Verona. Il suo viaggio. |
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Con la complicità di un ragazzo, penetra nella
casa di Remigio, in via S. Stefano. |
Livia arriva nella casa di Franz. |
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Livia, non vista, scopre il tradimento di Remigio
con una ragazza bionda. Sente le sue parole. |
Franz è ubriaco. Una prostituta è con lui. Franz
umilia Livia. Le rivela di avere fatto arrestare il cugino. Livia va via. |
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Livia vaga per la città piena di feriti e finisce
in un caffè. |
Livia per le strade di Verona. |
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I soldati austriaci al caffè. L'arrivo di un'altra
donna che è stata con Remigio. Si parla di Remigio e della ricca e sciocca signora
di Trento che lo mantiene. Se lo sapesse il generale lo farebbe fucilare. |
I soldati austriaci sono ubriachi. Festeggiano la
vittoria di Custoza. |
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Livia sviene, si riprende, viene assistita da un
ufficiale boemo, medita la vendetta. |
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L'indomani Livia si reca dal generale. Denuncia
Remigio. Dice al generale: Faccia il suo dovere. |
Livia al comando generale. Denuncia Franz. Fa
leggere la lettera al generale: faccia il suo dovere. |
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Alle 3.30 della notte, Livia, non vista, assiste
alla fucilazione di Remigio e di un medico corrotto. |
Livia per le strade della città. Urla il nome di Franz. Franz viene prelevato e fucilato. |
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La donna bionda piange sul cadavere di Remigio. |
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L'ufficiale boemo si accorge di Livia e le sputa
in faccia. |
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(Livia scrive all'avvocatino Gino: Venite,
faremo la pace. L'avvocato pianta la donna che sta per sposare e diventa
l'amante di Livia.) |
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Riflessioni
Dal confronto tra il testo letterario e il film
appare chiaro che Visconti non ha voluto trasferire in immagini l'intera
novella di Boito, ma solo la vicenda principale; ovvero, la storia d'amore tra
Livia e Remigio (che diventa nel film Franz Mahler, un nome più appropriato ad
un tenente austriaco).
Nel film sparisce, pertanto, la "cornice"
letteraria che, attraverso l'espediente dello scartafaccio segreto, ci rivela
la nuova relazione extraconiugale di Livia, quella con l'avvocatino Gino.
Boito, intrecciando le due storie, tratteggia un
personaggio volubile e infedele, una donna ferita nella sua femminilità che, a distanza
di 16 anni e nonostante la tremenda vendetta perpetrata nei confronti di chi si
è preso beffe di lei, non è ancora sazia e rovescia le parti giocando con i
sentimenti di un uomo senza spina dorsale, minuscolo persino nel nome che porta
(Gino) e nel mestiere che esercita (avvocatino). Come dire che, una volta
appresa la lezione, Livia non intende più lasciare ad altri le redini delle
relazioni affettive. E fa ciò con consumata astuzia: illudendo (Sperate),
respingendo (Lasciatemi in pace), ritornando all'attacco quando la preda
le sta sfuggendo, adottando astuzie (la lettera e il suo Venite, faremo la
pace), legando definitivamente a sé il patetico amante.
Tutta questa vicenda n.2 a Visconti non interessa.
Il suo Senso è, per così dire, più ristretto, circoscritto alla
passionale relazione tra una nobildonna italiana e un militare austriaco. Pur
rispettando l'ambientazione storica risorgimentale del romanzo, Visconti
elimina alcuni episodi (l'incontro al bagno galleggiante, la figura
dell'ufficiale boemo), inserisce qualcosa di suo (la rappresentazione
patriottica del Trovatore alla Fenice, la gelosia del marito di Livia,
il movimento patriottico al quale aderisce il cugino Roberto) e modifica nomi
(da Remigio a Franz), personaggi (da un generico veneziano al cugino Roberto)
ed eventi (dalla disfatta dell'Austria alla disfatta dell'Italia). Il suo
adattamento, tuttavia, non tradisce l'atmosfera scapigliata del testo letterario. Franz e
Livia - nonostante il Veneto, Verona e la guerra che potrebbero farli diventare
nuovi Romeo e Giulietta - restano pur sempre amanti maledetti, vittime non
tanto dell'amore, ma del proprio egoismo e della propria viltà, il primo, e per
l'appunto dei sensi, la seconda.