da Tabucchi a Faenza:

Sostiene Pereira

 

 

 

Due autori a confronto

 

Antonio Tabucchi (Pisa, 1943)

 

Laureatosi in Lettere Moderne nella sua città con una tesi sul "Surrealismo in Portogallo", perfezionatosi alla Normale, Tabucchi attualmente insegna Lingua e Letteratura portoghese all'Università di Siena e si dedica alla sua attività di romanziere e saggista. Notevole il suo impegno come traduttore e critico della figura e dell'opera del poeta portoghese Fernando Pessoa, di cui è uno dei principali studiosi in Italia. Ha tradotto le poesie di Carlo Drummond De Andrade (Sentimento del mondo, 1987). Nel 1987 gli è stato attribuito in Francia il Premio "Médicis Etranger".

Pessoa e il Portogallo ispirano allo scrittore questi tre elementi principali: il concetto di "saudade", la "finzione" e "il lato nascosto della realtà". La saudade, definita nostalgia del passato e del futuro insieme, sentimento contenente sofferenza e dolcezza, pervade tutti i racconti di Tabucchi e conferisce loro la peculiarità più tipica e meno spiegabile. La finzione, il gusto per la maschera e le mille facce di sé, emblematico e seducente in Pessoa, si lega strettamente al problema del mentire e si traduce anche in un grande amore per il teatro. Il lato nascosto della realtà non è svelato dalla ragione, che può ben poco in un universo in cui la vera chiave di lettura del reale è riposta nel suo rovescio, ma dal paradosso, dall'equivoco, dal caso. Ecco allora il "sogno", e soprattutto l'allucinazione, strumenti conoscitivi per eccellenza, e col sogno il rebus, l'enigma, la coincidenza. Si profilano accanto a Pessoa altri grandi maestri e ispiratori novecenteschi: Svevo, Pirandello, Montale. Fortissima la matrice visiva quale elemento ispiratore: la Toscana e l'educazione alla pittura che Tabucchi si porta dietro. Tanti sono i pittori da cui si parte per avventure narrative e i quadri protagonisti di storie: Beato Angelico, Paolo Uccello, Goya, Velasquez, Van Gogh. E con la rappresentazione della realtà, anche la sua mistificazione, la riproposizione dei suoi dati in dimensioni mutate e prospettive bizzarre, che richiamano i giuochi dei surrealisti primonovecenteschi. Anche la tecnica narrativa ha caratteri tutti suoi: il giallo e il poliziesco, una letteratura d'inchiesta che guarda a Sciascia e Dürrenmatt. Il senso è nascosto, va trovato, ma non sempre si svela alla fine della ricerca, le domande si susseguono: ciò che conta è il cercare. Tutto resta sospeso, quasi nulla si chiude e non chiudendosi suggerisce altre angolature da cui spiare l'esistenza. E tutto allora torna più volte, in più racconti, quasi ossessivamente. Poco portato alle certezze assolute, affascinato dai problemi della filosofia, Tabucchi è lo scrittore del "frammento" e del "sospeso". Ma la sua opera è fortemente unificata: c'è un'intertestualità tenace che percorre tutta l'opera creando l'effetto di un unico grande libro. I racconti sono spesso metaracconti: parlano e riflettono su di sé, sulla propria tecnica narrativa e sulla propria origine. Se memoria, fantasia e curiosità sono tre elementi fondamentali della poetica di Tabucchi, il primo di essi risulta fortemente manipolato dagli altri due: "lo scrittore è poco affidabile anche quando dichiara di praticare il più rigoroso realismo": è il trionfo della menzogna, sottile forma di esercizio della fantasia, che propone del mondo il volto più irto di contraddizioni.

Tra i suoi libri: Piazza Italia (1975), Il piccolo naviglio (1978), Il gioco del rovescio (1981), Donna di Porto Pim (1983) Notturno indiano (1984), I volatili del Beato Angelico (1987), Sogni di sogni (1992), Piccoli equivoci senza importanza (1985), Il filo dell'orizzonte (1986), I dialoghi mancati (1988), Un baule pieno di gente (1990), L'angelo nero (1991), Requiem (1992), Il gioco del rovescio (1999), Si sta facendo sempre più tardi (2001).

 

 

Rileggiamo la trama di Sostiene Pereira:

Il Dottor Pereira, responsabile della pagina culturale di un giornale di Lisbona, conosce il giovane Monteiro Rossi al quale affida la rubrica dei necrologi di illustri letterati. In realtà, il giovane Rossi, pur avendo svolto la tesi di laurea sulla morte, è tutto preso dagli avvenimenti politici e, assieme alla fidanzata Marta, contesta la dittatura di Salazar che in quel periodo sta reprimendo in Portogallo i partiti ostili al regime. Più per un sentimento di paternità nei confronti di Monteiro Rossi e dei suoi amici che per convinzione politica, Pereira si ritrova coinvolto in una pericolosa situazione e, quando assiste impotente all'uccisione del giovane che si era nascosto a casa sua, "gioca" una beffa alla censura fascista facendo pubblicare un articolo di feroce denuncia al regime. Poi emigra in Francia.

 

 

Roberto Faenza (Pino Torinese, 1943 -)

 

Esordisce nella regia cinematografica durante gli anni della contestazione giovanile, con un film - Escalation (1968) - che traduce in immagini la spinta eversiva e la carica distruttrice nei confronti della società borghese e capitalistica. Anche i film successivi presentano la stessa caratteristica di contestazione e Faenza entra a far parte del gruppo dei ragazzi terribili del cinema italiano degli anni '70.  Nonostante il tono simpaticamente corro­sivo, i risultati cinematografici delle sue fatiche restano, comunque, al di sotto delle aspettative a causa di un linguaggio approssimativo.

Negli anni Ottanta tenta di ripercorrere altre vie con Si salvi chi vuole (1980), ma anche in questo caso non riesce a convincere totalmente la critica e il pubblico. Un cambio notevole di cifra stilistica lo mette in atto, inve­ce, nel 1990, quando realizza Mio caro Dottor Graessler, con il quale tenta di tradurre le atmosfere decadenti evocate dalle pagine dello scrittore mitteleu­ropeo Arthur Schnitzler. La sua opera più matura e riuscita resta senz'altro Jona che visse nella balena.

Altri film: H2S (1970), Forza Italia (1977), Copkiller (1983), Sostiene Pereira (1995), Marianna Ucria (1997), L'amante perduto (1999), Prendimi l’anima (2003), Alla luce del sole (2004), I giorni dell’abbandono (2005), I vicerè (2007).

Oltre al cinema, Faenza si è a lungo interessato di controinformazione, interrogandosi sui meccanismi dei mass-media, ed ha pubblicato sull'argomento alcuni libri di notevole interesse: Senza chiedere permesso, Tra abbondanza e compromesso, Fanfan la tivù.

 

Note tecniche sul film:

titolo: Sostiene Pereira

produzione: Italia - Francia, 1995

regia: Roberto Faenza

con: Marcello Mastroianni, Stefano Dionisi, Daniel Auteuil, Nicoletta Braschi, Joaquim De Almeida,

        Marthe Keller

durata: 104', col.

 

 

 

Due testi a confronto

 

 

Sostiene Pereira

il romanzo

il film

Lisbona 1938.  Pereira legge il saggio di Monteiro Rossi sulla morte e gli telefona.

Pereira legge il saggio di Monteiro Rossi sulla morte e gli telefona.

Dittatura di Salazar: il carrettiere socialista ucciso. P. parla di politica con P. Antonio.

Dittatura di Salazar: il carrettiere socialista ucciso. P. parla di politica con P. Antonio.

Incontro tra P. e M. Rossi al bar. Proposta di scrivere in anticipo necrologi per letterati illustri.

Incontro tra P. e M. Rossi al bar. Proposta di scrivere in anticipo necrologi per letterati illustri.

P. fa anche la conoscenza di Marta.

P. fa anche la conoscenza di Marta.

L'articolo di M. R. su Lorca: impubblicabile.

P. paga in anticipo, parla con la foto della moglie.

L'articolo di M. Rossi su D'Annunzio.

P. paga in anticipo, parla con la foto della moglie.

I due a pranzo. P. a M.R.: "quando scrivi segui la via del cuore".

Consiglio di P.: "quando scrivi segui la via del cuore". Ma anche prudenza.

Articolo di M. Rossi su Martinetti.

Articolo di M. Rossi su Majacovski.

M.R. telefona a P.: è nei guai. Comincia la persecuzione degli ebrei (il macellaio). P. decide di andare alle terme di Coimbra.

 

P. decide di andare alle terme di Coimbra.

 

 

P. incontra in treno una signora ebrea mutilata che vuole andare in USA. I due cenano insieme.

Alle terme P. è atteso da un amico, incontra il direttore del giornale, gli parla dell'assunzione di M.R. Parla di politica con l'amico Silva.

Alle terme P. è atteso da un amico, incontra il direttore del giornale, gli parla dell'assunzione di M.R. Parla di politica con l'amico Silva.

P. incontra in treno una signora ebrea mutilata che vuole andare in USA. I due cenano insieme.

 

M.R. presenta a P. un suo cugino arrivato dalla Spagna: fa parte delle brigate internazionali e cerca un alloggio sicuro.                                           

M.R. presenta a P. un suo cugino arrivato dalla Spagna: fa parte delle brigate internazionali e cerca un alloggio sicuro.                                           

P. porta Bruno Rossi in una pensioncina e paga per lui. Dubbio di P.: non sarà tutta colpa di Marta?

P. dà a Bruno Rossi l'indirizzo di in una pensioncina e paga per lui. Dubbio di P.: non sarà tutta colpa di Marta?

P. decide di ricoverarsi in una clinica talassoterapica. All'appuntamento, al posto di M.R., c'è Marta. P. capisce che i due ragazzi si stanno mettendo nei guai. Articolo su D'Annunzio.

P. parte per la clinica talassoterapia.

Alla stazione incontra Marta.

P. al bar con altri intellettuali, prende il treno per andare in clinica, si ferma in un'altra stazione per un bagno, riprende il treno, arriva nella clinica.

 

 

P. prende una carrozza. Va al mare.

Durante il bagno è colpito da una pallonata.

Incontro con il dottor Cardoso, medico curante.

Incontro con il dottor Cardoso, medico curante.

A cena, Cardoso e P. parlano di M.R. e Marta.

A cena, Cardoso e P. parlano di M.R. e Marta.

Durante la cura, Cardoso e P. parlano di politica e di letteratura.

Durante la cura, Cardoso e P. parlano di politica e di letteratura.

P. torna a Lisbona, trova una lettera per M.R. Vede Marta e viene a sapere che sia lei che M.R. sono nei guai.

Marta ha cambiato nome e fisionomia.

P. torna a Lisbona, trova una lettera per M.R. Vede Marta e viene a sapere che sia lei che M.R. sono nei guai.

Marta ha cambiato nome e fisionomia.

 

 

P. e Marta vanno al cinema. Vedono un film di propaganda politica. Tutti applaudono. Marta sparisce.

P. incontra P. Antonio. Parlano di politica. P.Antonio si schiera contro i fascisti, anche se religiosi. Al giornale viene a sapere che hanno collegato il suo telefono con la portineria.

P. incontra P. Antonio. Parlano di politica. P.Antonio si schiera contro i fascisti, anche se religiosi. Al giornale viene a sapere che hanno collegato il suo telefono con la portineria.

Incontro al ristorante con il dottor Cardoso venuto a Lisbona ma pronto per andare in Francia. Cardoso invita P. ad aiutare i ragazzi latitanti, a vivere nel futuro.

Incontro al ristorante con il dottor Cardoso venuto a Lisbona ma pronto per andare in Francia. Cardoso invita P. ad aiutare i ragazzi latitanti, a vivere nel futuro.

Il direttore del "Lisboa" rimprovera P. per un suo articolo inneggiante al patriottismo dei francesi.

Il direttore del "Lisboa" rimprovera P. per un suo articolo inneggiante al patriottismo dei francesi.

M.R. piomba a casa di P.

Chiede aiuto e P. lo nasconde.

M.R. piomba a casa di P.

Chiede aiuto e P. lo nasconde.

P. non riesce a mettersi in contatto con Marta. La polizia politica bussa alla porta della casa di P.

M.R. viene ucciso.

P. non riesce a mettersi in contatto con Marta. La polizia politica bussa alla porta della casa di P.

M.R. viene ucciso. Anche P. viene picchiato.

L'idea folle di P. Scrive l'articolo di denuncia e, con la complicità di Cardoso, fa finta di avere il visto della censura. Poi emigra in Francia.

P. chiede la complicità del cameriere del bar. Si mette in contatto con Cardoso, fa finta di avere il visto della censura. Poi emigra in Francia.

P.S. dell'autore: ha conosciuto veramente a Parigi un P. giornalista emigrato dal Portogallo durante la dittatura di Salazar.

 

 

 

Riflessioni

 

C'è alla fine del romanzo di Tabucchi un interessante Post Scriptum dell'autore sul quale vale la pena soffermarsi per leggere meglio il gioco del "liberamente tratto" che si sta esaminando in questo lavoro.

Tabucchi narra e scrive una storia "per conto di Pereira". Perché lo fa?

Un'ipotesi.

A narrazione conclusa, Tabucchi racconta un avvenimento (vero? inventato?) della sua vita.

Mentre si trovava a Lisbona, gli capitò di leggere un articolo apparso su Il Gazzettino, nel quale si diceva che era deceduto un vecchio giornalista all'Ospedale "Santa Maria" e che la sua salma era visitabile. Chi era questo giornalista? Tabucchi non lo dice per discrezione, ma sostiene che era una persona conosciuta fuggevolmente a Parigi, che era un esiliato portoghese (ex giornalista sotto Salazar), che aveva giocato una beffa alla dittatura pubblicando un feroce articolo contro il regime, che scriveva su un giornale parigino e che, alla fine della dittatura, ormai in pensione, era tornato in Portogallo.

Era, insomma, il Dottor Pereira, Autore in cerca di Narratore. Tabucchi, in segno di amicizia o altro, si presta allora a narrare a nome e per conto di Pereira e lo ricorda incessantemente al lettore con quella ripetizione piena di tutte le varianti possibili del "sostiene Pereira".

Insomma, riassumendo graficamente:

 

Ovale: Tabucchi
parla a nome di
 

 

 

 

            

                                                           Quello che dice non è dell'Autore, ma

                                                            del Narratore.

                                                            Anzi, con quel continuo

                                                            "sostiene Pereira", l'Autore sembra

                                                             prendere le distanze dalla veridicità

                                                             della storia.

Ovale: Pereira
 

 

 

 

 

 

 


E veniamo, adesso, al film.

Faenza ha conosciuto Pereira tramite Tabucchi. Se, per ipotesi, questo è stato il primo romanzo dell'autore pisano da lui letto, li ha conosciuti insieme. Leggendo, gli sarà accaduto quello che normalmente accade a tutti i lettori, e che in forma più accentuata accade a chi ha maggiore dimestichezza con il cinema: vede "filmicamente" la storia. La vede e sente che, questa volta, "Autore e Narratore sono in cerca di Regista", che vogliono la "resurrezione della carne". L'espressione, solitamente usata in campo religioso per indicare l'ultimo atto della storia degli uomini, diventa qui sinonimo di "visibilità corporale", immagine, ultimo atto di una storia che vuole rivivere, film.

In tal senso va vista anche la scelta della voce fuori campo, che nel film è leggibile come un'altra variante del "sostiene": Tabucchi sostiene che Pereira sostiene…

 

Riassumendo graficamente:

 

 

 

Ovale: Faenza
parla a nome di
 

 

 

 


                                                            

                                                           

                                                            Quello che dice non è suo.

                                                             La voce Fuori Campo è di qualcuno

                                                             (Tabucchi? Pereira? Tabucchi che

                                                              si nasconde dietro Pereira?)

 

 

Ovale: Tabucchi?
Pereira?
Tabucchi Pereira?