Locandina Shine

 

Folle geniale tastiera

 

 

SHINE

 

Australia, 1996

 

con:    G. Rush, N. Taylor, A. Rafalowicz, A. Mueller-Stahl, L. Redgrave, Sir J. Gielgud, G. Withers, S. Todd, N. Bell  

regia:   Scott Hicks

durata:  100', col.

 

 

In una notte di pioggia, uno strano individuo trova rifugio all'interno di un bar. E' David, apparentemente squilibrato, ma in realtà vero genio del pianoforte. Sylvia, la proprietaria del locale, gli propone di esibirsi stabilmente per i clienti e, tra una suonata e l'altra, David narra brani della sua infanzia e della sua adolescenza. Oppresso da un padre amante della musica ma eccessivamente autoritario, David è costretto, suo malgrado, a rinunciare ad una borsa di studio che gli consentirebbe di recar­si negli Stati Uniti. Quando, tuttavia, gli si presenta una seconda opportunità - grazie all'interessamento di una famosa scrittrice -, egli trova il coraggio di seguire la sua vocazione sfidando l'ira del genitore. Al Royal College of Music di Londra, David non tarda a farsi notare dal professore Cecil Parkes e ad emergere per il suo talento. Il distacco dalla famiglia, però, gli fa vivere una vita disordinata e lo fa sprofondare in una paurosa crisi depressiva. Ritornato in Australia, attraversa un decennio di grande confusione mentale, passando da una clinica psichiatrica all'altra. Solo Gillian, un'astrologa conosciuta casualmente, riesce con l'affetto a fargli raggiungere  stabilità mentale e successo.

 

 

Scott Hicks

(Uganda, 1953)

 

Nato in Uganda, ma cresciuto in Kenya e in Inghilterra, si stabilisce in Australia e si laurea alla “Flinders University”. Spazia con disinvoltura dal cinema al dramma televisivo, dal documentario agli spot commerciali e alla realizzazione di videoclip rock. La serie di documentari The Great Wall of Iron, un'emozionante testimonianza sull'esercito di liberazione cinese, realizzata solo un mese prima dei fatti di Tien-An-Men, gli procura grande successo. Anche il successivo Submarines: Sharks of Steel, con il quale "sfonda" gli indici di ascolto del "Discovery Channel", viene apprezzato dal pubblico. Vincitore di un premio Emmy, con Sebastian and the Sparrow si impone all'attenzione della critica in tre consecutivi festival cinematografici. Nel 1986, dopo aver visto per la prima volta David Helfgott in concerto, ne resta affascinato e decide di realizzare Shine.

Altri film: La neve cade sui cedri (1999), Cuori in Atlantide (2001), Sapori e dissapori (2007).

 

Presentato fuori concorso al festival di Venezia 1996, Shine ha ottenuto il premio della critica e del pubblico al festival di Toronto del 1996 e 7 candidature agli Oscar '97 (vincendo quello per la migliore interpretazione maschile assegnato a G. Rush).

 

La sceneggiatura si ispira alla vita del pianista australiano David Helfgott, nato a Melbourne, considerato un vero talento musicale e "perseguitato" dall'handicap della genialità. Costret­to a ritirarsi dalle scene per una brutta malattia, Helfgott dopo una decina d'anni è tornato ad esibirsi in pubblico nel 1984, inaugurando una nuova significativa fase della sua carriera e della sua esistenza.

 

 

ALCUNI GIUDIZI CRITICI

 

"Dal punto di vista del personaggio, David è una persona che non sente la necessità di controllare gli eventi, ma che paradossal­mente ha il potere di tenere il mondo letteralmente ai suoi piedi. E questo è evidentemente il potere della musica che lui ha dentro! Il fantastico repertorio di David abbraccia i musicisti più riconosciuti, i classici romantici, per intenderci - Rachma­ninov, Tchaikovsky, Chopin, Liszt - accessibili a un grande pubblico e non solo ai frequentatori abituali dei concerti. (...) Sono partito dalla convinzione che il personaggio doveva essere interpretato da un attore australiano, qualcuno che fosse in grado di portare sulla scena una figura molto eccentrica e stra­vagante. Geoffrey, l'attore che ho scelto alla fine, sembrava essere letteralmente specializzato nel rendere credibili perso­naggi di straordinaria difficoltà interpretativa." (Scott Hicks, da Note di regia della "Lucky Red Distribuzione")

 

"Shine (...) sa trascinare lo spettatore in una storia eccessiva ma normale (padre autoritario, aspirazioni frustrate, la rottura con la famiglia, la pazzia dietro l'angolo e la capacità di uscirne), sa altalenare tra dramma e commedia e, alla fine, sa sorridere. (...) Non è un capolavoro; è solo un film che non bara con la sua richiesta di adesione emotiva e con i mezzi che ha a disposizione. E' un lavoro ben fatto; e forse è proprio questo ad aver colpito nel segno." (Film TV, 23 feb./1 marzo, 1997)

 

"In fin dei conti, Shine è la storia di un vincente. Un eroe anomalo che però riesce a riconquistare se stesso: una persona che ritrova il suo posto nel mondo, e qualcuno con cui si può allo stesso tempo condividere la vita, l'amore e la musica. E' una storia di ottimismo, e, credo, molto coinvolgente."  (Scott Hicks, da Note di regia della "Lucky Red Distribuzione")

 

"Non parla, David Helfgott, ma può vedere. E chissà quanto avrà pianto e riso e rimproverato e amato e odiato mentre le immagini scorrevano e la sua incredibile storia rimbalzava. E come sarebbe bello se durante la "Notte delle Stelle", il 24 marzo, apparisse, solo, insieme al pianoforte, e al mondo intero regalasse il "Rac. 3." (Aldo Fittante, FILM TV, 23 feb, 1997)

(Cosa realmente avvenuta, anche se "il regalo" è stato "Il volo del calabrone")