
Riflettori sull'handicap
USA, 1995
con: L. Neeson, J. Foster, N. Richardson
regia: Michael
Apted
durata: 110', col.
Nell è una giovane donna che, pur vivendo nel XX° secolo,
è cresciuta nel completo isolamento delle Blue Ridge Mountains del Nord
Carolina. Le uniche sue compagne sono state la sorellina gemella, morta in
tenera età, e la madre che, colpita da ictus e impossibilitata a pronunciare
bene le parole, le ha trasmesso un linguaggio inarticolato. Quando la vecchia
madre muore sarà Jerome Lovell, il medico condotto della zona, ad occuparsi di
Nell. Dopo le prime perplessità, Lovell si carica di responsabilità e, in
cerca di consigli, contatta l' energica psicologa Paula Olson. Tra i due, però,
non c'è una linea comune di condotta: la Olson vede il caso come
un'interessante opportunità di ricerca e vuole fare ricoverare Nell in
un'istituzione psichiatrica; Lovell, al contrario, segue i suggerimenti del
cuore e tenta di recuperare la ragazza alla normalità lasciandola nel suo
ambiente. Nemmeno l'intervento del tribunale è risolutorio, giacché il
magistrato rinvia di tre mesi ogni decisione sul futuro di Nell, decretando un
periodo di osservazione. Lovell e Olson si trasferiscono, allora, vicino alla
casa di Nell, ma essendo in competizione tra di loro non riescono a
collaborare. Solo quando Jerome riuscirà a stabilire una comunicazione con Nell
e solo quando Paula toccherà con mano la straordinaria ricchezza interiore
della "ragazza selvaggia", i due professionisti passeranno
dall'osservazione all'educazione e
impareranno a conoscersi meglio,
ad apprezzarsi a vicenda, a volersi bene.
Michael Apted
(Aylesbury, Gran Bretagna, 1941)
Dopo aver studiato storia e giurisprudenza
all'università di Cambridge, comincia a lavorare come ricercatore presso la
Granada Television. Dalla collaborazione come giornalista a programmi di
attualità, passa alla guida di una trasmissione settimanale intitolata
"Cinema" e alla realizzazione di cortometraggi, documentari e
telefilm (7 Up, Coronation Street).
Per il grande schermo ha realizzato, fino ad oggi, una ventina di film, tra i
quali vanno ricordati: Triplo eco
(1972), Stardust - Polvere di stelle
(1974), Il racket dei sequestri (1977),
Il segreto di Agatha Christie (1979),
La ragazza di Nashville (1980), Chiamami aquila (1981), Gorky Park (1983), Gorilla nella nebbia (1988), Conflitto
di classe (1990), Cuore di tuono
(1992), Occhi nelle tenebre (1994).
Extreme Measures (1996), Agente 007 – Il mondo non basta (1999), Via dall’incubo (2001), Amazing Grace (2006)
"Mi hanno sempre attratta le storie che
raccontano di donne piene di temperamento", racconta Renee Missel, produttrice
del film al fianco di Jodie Foster, "e così è successo anche nel caso di
Nell, che a me pare una sorta di moderno Budda al femminile." E J. Foster
aggiunge: "Potrei elencare un milione di ragioni per cui la storia mi è
tanto piaciuta. Nell ha dentro di sé una purezza e una genuinità che la maggior
parte di noi ha perso, io per prima. Per questo amo scegliere personaggi che mi
insegnino qualcosa, che abbiano una vita completamente diversa dalla mia. Nell
è una donna che legge il mondo con tutti e cinque i sensi, non solo con la
mente."
ALCUNI GIUDIZI CRITICI
"...in Nell tutto va come il pubblico
vorrebbe che andasse, compresa la conclusione, e cioè che la natura, l'affetto
e il calore umano sono migliori delle istituzioni, della scienza e dell'organizzazione
sociale per avanzata che sia. Il guaio è che, nel bel mezzo di questi nobili
intenti, trionfano gli stereotipi: buoni sentimenti, amore per il prossimo,
rispetto della diversità, tutela dei più deboli e senso della solidarietà si
sprecano assieme al mito del buon selvaggio e all'insensibilità dei
mass-media." (Nostro Cinema,
5/3/'95)
"Dovremo in ogni caso cominciare a fare i conti
con il filone dei "figli di un dio minore" che sta invadendo gli
schermi americani. Anche nella pellicola di M. Apted la diversità, esaltata
all'ennesima potenza, diventa sinonimo di virtù nonché monito alla cosiddetta
normalità, incapace di misurare i propri vizi a meno che non sia costretta a
confrontarsi con alternative vistose." (Cristina Jandelli, La Nazione, 19/2/'95)
"Sforziamoci di non ironizzare (...) perché certi
film strappalacrime su disfunzioni e malattie, pur montati a fini di lucro,
finiscono per rendere gli spettatori più edotti e tolleranti di fronte a malati
e handicappati. Il che può rappresentare l'adempimento di una delle funzioni
sociali del cinema." (Tullio Kezich, Il
Corriere della Sera, 22/2/'95)
"Insomma Nell è una ragazza vissuta sempre nel bosco, è una selvaggia al
pari del "Selvaggio" di Truffaut. La storia cammina sugli stessi binari.
Solo che quella del regista francese è seria e questa di M. Apted non molto,
perché di solito si dà spazio alla spettacolarità del racconto." (La Gazzetta del Mezzogiorno, 3/3/'95)
"Il film intreccia il lento schiudersi alla vita
di Nell con lo sbocciare dell'amore tra i due rivali, in un contesto bucolico
di tanto in tanto minacciato dall'invasione dei mass-media." (Michele
Anselmi, L'Unità, 23/2/'95)