Libro: culla di fantasia

 

 

LA STORIA INFINITA

(Die unendliche Geschichte)

 

 

Germania, 1984

 

con:      Barret Oliver, Gerald McRaney, Noah Hathaway

regia:    Wolfang Petersen

durata:  92', col.

 

Il piccolo Bastian, dopo la morte della mamma, ama fantasticare, ma non ama andare a scuola. Suo padre lo invita a tenere i piedi per terra e i compagni, che lo prendono in giro e vogliono da lui dei soldi, un giorno lo inseguono e lo obbligano a rifugiarsi in una libreria. Qui, Bastian prende tra le mani un libro "speciale" e, con il tacito consenso del libraio, se lo porta in un ripostiglio della scuola. Il libro è magico, perché "trasporta" il bambino all'interno della sua storia e lo fa diventare protagonista. Bastian finisce, in tal modo, in una foresta abitata da animali e maghetti spaventati per l'avanzare del grande Nulla che vuole fare sparire il regno di Fantàsia. La stessa imperatrice è gravemente malata e il mago Kairon indica nel fanciullo guerriero Atreyu l'unico eroe capace di sconfiggere Gmork, la creatura delle tenebre.

Bastian, dopo avere incontrato Atreyu, si identifica sempre di più in lui e insieme partono alla ricerca dell'Oracolo del Sud. Nel viaggio i due ragazzi sono costretti a superare diverse prove, ma altri personaggi verranno in loro aiuto: la saggia tartaruga Morla, il bianco Dragofortuna, la stralunata coppia di una maga e di uno scienziato...

Quando fanno ritorno alla Torre d'avorio, pochi momenti prima che essa si sgretoli definitivamente, l'imperatrice di Fantàsia rivela che, grazie al terrestre Bastian, il quale con la sua lettura ha vissuto le avventure delle creature fantastiche, il regno è salvo.

 

 

Wolfang Petersen

(Emden, Germania, 1941 - )

 

Petersen appartiene ai registi della "seconda ondata" del cinema tedesco, quella che ha avuto in Fassbinder, Herzog, Wenders e von Trotta gli esponenti di maggiore spicco.

Attivo soprattutto in televisione nel decennio 1970-80, ha acquistato notorie­tà con due film: U-Boot 96 (1981), storia non militarista di un sommergibile durante la guerra 1939-45, (che è stato giudicato il più grande successo internazionale nella storia del cinema tedesco dopo la guerra) e, per l'appunto, La storia infinita, che è stato il film più costoso prodotto dalla Germania (27.000.000 di dollari).

Il grande successo ottenuto in tutto il mondo dal romanzo (tradotto in 27 lingue), ha fatto sì che venisse realizzato anche un seguito - La storia infinita 2 - ma Petersen (probabilmente per i contrasti nati con Michael Ende, che tolse il proprio nome dal film accusando il regista di avere offuscato con gli effetti speciali la dimensione favolistica del suo testo) si è rifiutato di dirigerlo e la regia è stata affidata dai produttori a George Miller.

Altri suoi film: Solo per il tuo amore - L'uomo in verde (1976), Il mio nemico (1985), Prova schiacciante (1991), Nel centro del mirino (1993), Virus letale (1995), La tempesta perfetta (2000), Troy (2004), Poseidon (2006).

 

La storia infinita è un film classico per ragazzi. L'avventura fanta­stica di Bastian serve da pretesto per impartire una lezione sull'importanza e la validità del racconto letterario. La fantasia che vive nei ragazzi rischia di sparire se non viene alimentata dalla lettura. Sotto l'aspetto tecnico-formale, gran parte della fortunata avventura del film è dovuta alla colonna sonora di Giorgio Moroder e alla presenza di personaggi animati da eccellenti effetti speciali che richia­mano le produzioni di Lucas e di Spielberg.

 

Così la critica:

 

"E' un film fantastico con un messaggio: se gli uomini smetteranno di sognare, non riusciranno a sopravvivere. Manca, però, di tensione drammatica e di ritmo avventuroso. Dura un'ora e mezza e sembra non finisca mai." (L. e M. Morandini, Telesette, riportato anche in CinEnciclopedia 2 - Editoria elettro­nica Editel dell'archivio cinematografico dell'Ente dello Spettacolo)

 

"Dal bel romanzo di Michael Ende, un film che, pur semplificandone il testo, riesce ad affascinare e anche a esprimere concetti profondi. Gli effetti speciali meno computerizzati della media attuale, sono davvero belli. Fatelo vedere ai bambini: potrebbero imparare qualcosa." (F. Mininni, Magazine Italiano TV, riportato anche in CinEnciclopedia 2 - Editoria elettronica Editel dell'archivio cinematografico dell'Ente dello Spettacolo)

 

"La storia infinita (...) è un film intenso e commovente, profondamente umano, radicato com'è nella tradizione favolistica europea. (...) Già dall'inizio il film si dichiara dalla parte dei libri, dei romanzi capaci di far vivere l'immaginazione, stabilendo già la differenza fra queste tradizionali macchine dell'immaginario e i fumetti ed i loro derivati elettronici in video. (...) In partenza ci sono due storie: quella di Bastian che legge il libro rubato e sempre più si immedesima in Atreyu, protagonista della storia, e quella del regno della Fantasia minacciato e distrutto dall'invasione del grande Nulla. La relazione fra le due dimensioni del film, fra le due situazioni narrative, è continua, percorre l'intero film e viene evidenziata proprio dall'interru­zione a più riprese del flusso della finzione spettacolare, per far ritornare in scena Bastian alle prese col libro. Questa meticolosa e affascinante ri­flessione sul rapporto esistente fra il lettore e la sua lettura fa sì che il film, nuovo testo di lettura per un altro lettore, destinato ai ragazzi,  sia in realtà conforme anche agli adulti, unici destinatari forse del complesso gioco di specchi e di rimandi che costituisce anche il senso del titolo del libro e del film: La storia senza fine. Il fascino del film si manifesta allorché lo spettatore scopre di vivere una storia e nel medesimo tempo di riflettere su di essa, si accorge cioè di trovarsi attivo proprio come sogget­to capace di fantasticare e come protagonista di un sistema di enunciazione e costruzione semantica a cui è contemporaneamente chiamato a riflettere: sog­getto passivo ed attivo nel medesimo tempo. Diviene centrale qui il doppio senso della comunicazione che lega i due termini della situazione narrativa: Bastian non può "immaginare" senza Atreyu e quest'ultimo non potrebbe compiere la sua impresa senza l'intervento di Bastian, senza appunto la sua doppia presenza di soggetto passivo ed attivo insieme." (M. Buffa in FILM, Edizione Centro Studi Cinematografici, n.4, luglio-agosto 1985)

 

"…sono proprio personaggi come Morla, la tartaruga centenaria che somiglia a Robert Mitchum, o i mostri mangiasassi, a essere la chiave vincente di un film per ragazzi fantasioso e non troppo sdolcinato. Con un messaggio a favore della lettura non disprezzabile." (Dizionario dei film, a cura di P. Mereghetti, Baldini & Castoldi)