
(The Wizard
of Oz)
USA, 1939
con: J. Garland, F. Morgan, R.
Bolger, B. Lahr, J. Haley
regia: Victor Fleming
durata: 101’,
b/n e col.
Dorothy è una bambina felice che vive in una fattoria
con gli zii e con il cagnolino Totò. Un giorno, Totò sconfina nel giardino
limitrofo e spaventa il gatto della vicina, una vecchia bisbetica e antipatica
che si rivolge allo sceriffo. Lo sceriffo autorizza la vecchia a portarsi via
Totò, ma Dorothy per non separarsi dal
suo cagnolino scappa via di casa. Un indovino la convince a fare ritorno alla
fattoria.
Durante un furioso temporale, Dorothy è colpita da
un'imposta divelta dal vento e... vive una strana avventura. La sua casa
comincia a volare per il cielo e, con essa, volano la mucca e la vecchia vicina
trasformata in una strega che cavalca una scopa. Quando, finalmente, la casa
tocca terra Dorothy si ritrova in uno strano paese incantato popolato di nani,
streghe, animali parlanti. Nel suo fantastico viaggio la bambina fa amicizia
anche con tre singolari personaggi: uno spaventapasseri, un timido leone e un
omino di latta, che la aiuteranno ad incontrare il mago di Oz al quale ella
esprime il desiderio di far ritorno alla fattoria.
Il mago di Oz la accontenta e Dorothy si risveglia
nella sua cameretta. Al suo fianco ci sono gli amorosi zii.
(Pasadena, 1883
- Cottonwood, 1949)
Inizia la sua attività nel cinema come operatore di
macchina con la troupe di Griffith e Douglas Fairbanks. (Per le sue capacità
sarà anche "operatore personale" del presidente Wilson alla
conferenza di pace di Versailles).
La sua prima regia è del 1919 con Douglas
superstizioso; in seguito, dirige film di avventura e western. Con
l'avvento del sonoro realizza un film di successo con l'interpretazione del
giovane Gary Cooper: Il virginiano (1929).
Dotato di solido mestiere e perfettamente inserito
nelle produzioni spettacolari della MGM, denota propensione per i soggetti
romantico-avventurosi e realizza film di grande impegno commerciale.
Tra i suoi numerosi film vanno ricordati: Lo
schiaffo (1932), Tentazione bionda
(1935), Il Dottor Jekyll e
Mister Hyde (1941), Joe il pilota (1944), Giovanna d’Arco (1948). Una particolare menzione, tuttavia,
va a Via col vento (1939), sia per i 10 premi Oscar ricevuti, sia per
l'enorme successo ottenuto in tutto il mondo.
Il mago di Oz
è una splendida favola musicale (tratta dai libri per l'infanzia di L. Frank
Baum) che continua ad affascinare e a far sognare.
Judy Garland (nonostante i suoi quasi 17 anni) è una
dolce bambina che segue, con occhi sgranati, le meraviglie che ruotano intorno
a lei. I personaggi e gli ingredienti del mondo fiabesco che circonda Dorothy
sono quelli classici dell’infanzia: gli animali parlanti, gli alberi, le cose
animate, i cattivi sconfitti dai buoni, le magie.
Il film vinse 2 Oscar: uno alla Garland e l'altro ad
Herbert Stothart per l'adattamento musicale.
Nel 1978 Sidney Lumet ne tentò un remake, ma i
risultati furono inferiori a quelli ottenuti da Fleming.
Così la critica:
"...negli Stati Uniti - ma lì soltanto - è
entrato a far parte della memoria collettiva, e ha deliziato generazioni di
bambini, terrorizzati dalla cattivissima strega. Coreografie banali e
sorprendenti effetti speciali per un elogio
del sogno e della fuga, che però si conclude con un perbenistico e
triste ritorno nel mondo della realtà.
Virato in seppia, mentre il mondo di Oz è fotografato a colori. La forza
del film, comunque, è nel “mostrare l’inadeguatezza degli adulti, anche degli
adulti buoni, e nel farci vedere come la debolezza dei grandi costringa i
bambini a prendere in mano il loro
destino” (come scrive Salman Rushdie nel suo saggio sul film).” (Dizionario
dei film, a cura di Paolo Mereghetti, Baldini & Castoldi)
"Fantasmagorica
favola musicale arricchita dagli irreali colori, volutamente usati in chiave di
trasfigurazione del reale, The Wizard of Oz
fu la prima notevole interpretazione della giovanissima Garland, già
stellina delle commedie musicali Metro dei tardi anni '30. Ricordato come il
suo film più celebre, le valse il premio Oscar, mentre un secondo Oscar andò
all'adattamento musicale di Herbert Stothart. Grazie al contributo congiunto di
una troupe tecnico-artistica di prim'ordine, il film supera la nomale
dimensione musicale per farsi "conte moral" impastato di ingenuità e
di sogno." (G. Bertolina, in Dizionario Universale del Cinema, a
cura di F. Di Giammatteo, Editori Riuniti)
“Uno
dei più bei musical della storia del cinema. La Garland quindicenne canta la
famosa Over the Rainbow e diventa la beniamina di tutte le famiglie
americane.” (P. Farinotti, Dizionario di tutti i film, Ed. Esedra)
"Più
intensa personalità ebbe sicuramente Judy Garland, che aveva già partecipato al
Broadway Melody of 1938, un mediocre musical, e che finì col
soppiantare proprio la Temple, all'indomani della scomparsa di Jean Harlow,
nella parte centrale di The Wizard of Oz, certamente il miglior film di
invenzione che il musical cinematografico abbia prodotto." (W. Mauro, Il
musical americano, Da Broadway a Hollywood, Tascabili Newton)