La fantasia della terza età

 

 

SVEGLIATI NED

(Waking Ned)

 

Irlanda - GB, 1998

 

con:        I. Bannen, D. Kelly, F. Flanagan, S. Lynch, J. Nesbitt

regia:      Kirk Jones

durata:    95, col.

 

 

A Tullymore, un villaggio irlandese completamente immerso nel verde, vive una comunità di 53 anime. Solo la lotteria alimenta, di settimana in settimana,  i sogni della gente, soprattutto quelli di Jackie O'Shea e Michael O'Sullivan, due anziani ed inseparabili amici. Un giorno, per caso, i due scoprano che il  biglietto vincente della lotteria nazionale (una ventina di miliardi) è nelle mani di un abitante di Tullymore, tanto fortunato quanto misterioso, e iniziano le ricerche per identificarlo e renderselo amico. Compilano una lista dei probabili vincitori, offrono da bere, invitano a cena: tutto sembra inutile. Poi, la svolta. Il vincitore è Ned Devine, un vecchio che vive isolato e che i due trovano morto per l'emozione davanti alla televisione, con il prezioso biglietto ancora in mano. Per evitare che i soldi si perdano, Jackie e Michael non trovano altra soluzione che quella di far riscuotere la vincita ad un falso Ned (lo stesso Michael), ma perché la truffa non venga scoperta è necessario coinvolgere tutti gli abitanti con la promessa di spartire equamente le quote. Nonostante l'opposizione di una vecchia piena di rancori con l'intera comunità, la messinscena - al pub, nella chiesa, all'ufficio postale, in casa di Ned - funziona a meraviglia e, alla fine, tutti festeggiano la fortuna piovuta dal cielo.

 

Kirk Jones

(Bristol, Gran Bretagna, 1965)

 

Diplomatosi alla scuola di cinematografia, Kirk Jones inizia la sua attività come montatore. Dopo dieci anni di ideazione e regia di spot pubblicitari, leggendo un trafiletto di cronaca, decide di realizzare, con Svegliati Ned, il suo primo lungometraggio. Per portare a termine il progetto impiega 5 anni, rifiutando le proposte di produttori americani (disposti a finanziare il film a condizione di impiegare giovani attori e la coppia Lemmon – Matthau) e pur non ottenendo l'appoggio della National Lottery (che in Irlanda finanzia anche il cinema), che si ritiene danneggiata perché "la storia sostiene una truffa, proprio ai danni dell'organizzazione".

Altro film: Nanny McPhee – Tata Matilda (2005)

 

Dietro l' humor cinico di un'intera comunità, c'è in Svegliati Ned (ambientato nel villaggio irlandese di Cregneash, nel sud-ovest dell'isola di Man) un inno alla fantasia degli anziani. L'idea di "svegliare" Ned (o di "vegliarlo" come dice il titolo originale) è semplicemente fantastica; nel duplice senso di impensabile e geniale. E' grazie a questa idea che gli abitanti di Tullymore (villaggio d'incanto) riescono a non farsi sfuggire la realizzazione di un sogno. E' una fortuna piovuta dal cielo che un solo individuo - specie se debole di cuore - non riesce a contenere, ma che un intero paese può assaporare in parti uguali se resta unito e crede alle favole. 

 

Dice il regista: "Volevo ricreare una storia incentrata su personaggi eccentrici, affascinanti, come sono i film inglesi, ma con un'azione più sostenuta, adatta a un pubblico più moderno. (…) Ogni paese ha le sue storie. In Italia ci sono i numerosi vincitori di Peschici; in Spagna un uomo è stato sepolto con il biglietto vincente in tasca, con conseguenti liti in famiglia. A New York una donna è morta nell'ufficio riscossioni, dove era andata a incassare il premio. C'è un fascino nel sogno che si ripete ogni volta fino all'estrazione. E se si è fortunati, si diventa straricchi in un istante, si può fare quello che si vuole, anche se è un aspetto a doppio taglio: dipende dall'uso che si fa della vincita. Io ho scelto di sottolineare l'aspetto positivo, perché sono ottimista. (…) Volevo combinare il fascino che hanno universalmente le lotterie con una storia che si muove e cambia in ogni momento. Un film che possa far piangere per le risate e per la forza delle emozioni. La lotteria regala lo stesso eccitamento, dramma ed evasione dalla realtà ai milioni che giocano ogni sabato notte, nel mondo intero. E' un po' magia, un po' speranza".

 

Così la critica:

 

"C'è poco da fare, le piccole cose di tutti i giorni, anche le più insignificanti, non cesseranno mai di offrire spunti a chiunque sia in grado di coglierli. Può bastare un piccolo  ritaglio di giornale, quattro righe  nascoste in un angolo del foglio,   notizie curiose il cui interesse  generale è pressoché nullo, per far  nascere la storia più avvincente,  divertente o drammatica che si   voglia. Figuriamoci quando una notizia del genere sfiora uno di quegli argomenti che arrivano a toccare le masse, facendo magari sognare ricchezze altrimenti irraggiungibili e felicità eterna! Prendiamo la lotteria, quella ricerca di una combinazione di numeri fortunati che, nei modi più svariati, cattura ogni settimana la fantasia di milioni di persone sparse per tutto il mondo. Cos'altro è se non un miraggio collettivo, non a caso presentato da Kirk Jones, regista di Svegliati Ned,  come un fenomeno naturale, quasi appartenente al normale ordine dell'universo, una ricerca della fortuna che continua regolarmente a dispensare gioie, dolori e, soprattutto, un'incontenibile invidia?" (C. Cimmino, Internet, 1998 reVision)

 

"Una vicenda realmente accaduta, che potrebbe prestarsi ad una bella favola, con tutti i discorsi su una piccola comunità solidale, ma che ci è apparsa di tutt'altra natura. La storia infatti è narrata con una forte dose di humor nero, che scaturisce dal contrasto tra la cinica grettezza della gente e quella parvenza di interessata solidarietà sociale che unisce i 51 abitanti del villaggio, con la finta handicappata che minaccia di far saltare l'operazione e finisce in mare dentro la cabina telefonica, investita dal parroco." (Internet, 1998 reVision)

 

"La commediola di Kirk Jones appartiene al filone tipicamente britannico e dintorni dei film "simpatici" da esportazione. E a giudicare da come ha trattato il film la grande stampa americana, sempre sensibile al folklore e alla finta ingenuità europea, il gioco ha funzionato. In realtà Svegliati Ned è giusto carino, un po' lento nelle connessioni, qualche volta ripetitivo. Non è un vero ritratto d'ambiente (come erano per esempio Local Hero o, a suo modo, The Full Monty) né una commedia, visto che brucia molto presto le cartucce della sua idea, senza che si aggiungano momenti, battute o episodi memorabili - per tacere di quel brindisi finale in puro stile pubblicitario". (I. Bignardi , La Repubblica,  16 dicembre 1998)

 

" Se fosse una commedia sarebbe comunque eccezionale, ma è qualcosa di più. Fa ridere, ma è anche un incredibile affresco sulla vita nelle campagne irlandesi, sui caratteristici abitanti di queste lande desolate ma stupende, e soprattutto sui sentimenti, assolutamente puri nella loro semplicità, che animano i personaggi un po' folli ma decisamente reali di questa storia divertente e ricca di contenuti. (…) Due attori eccezionali, che ricordano vagamente i Jack Lemmon e Walter Matthau del periodo più felice, impersonano gli anziani protagonisti della vicenda, esprimendo al meglio l'ammirazione e l'interesse che lo stesso regista ha dichiarato di avere per le generazioni di vecchi irlandesi capaci di enormi bevute e di profondissimi sentimenti: sono sempre stato affascinato dalle persone anziane e non penso di essere l'unico della mia generazione. Amo molto ricordare i preziosi momenti passati con mio nonno a bere e ad ascoltare le sue storie, dice Jones nella presentazione del film. E questa passione emerge tutta, coinvolgendo gli spettatori in un'ora e mezza di film che centra perfettamente il suo scopo, far piangere dalle risate e per la forza delle emozioni." (S. Cravero, Orizzonte Europa, Internet)

 

"Un'intelligente commedia sul gioco, la smania di ricchezza, la ricerca della "volta buona", con uno sguardo leggero e gradevole sulla vecchiaia. (e.p. Internet Altavista)


"… questa divertente commedia arriva dall'Irlanda, ultima nata dalla nuova comicità in lingua inglese (che ha generato film come Quattro matrimoni e un funerale e The Full Monty) e già se ne parla come del nuovo caso cinematografico britannico. "Volevo realizzare un film che fosse allegro e spensierato - commenta il regista Kirk Jones - unendo una truffa alla lotteria con l'umorismo irlandese e credo di esserci riuscito"." (Internet, Altavista)

 

"Una bella storia irlandese ben raccontata all'insegna della simpatia, scritta con efficacia e diretta con garbo. (…) Quasi una favola con molto colore locale…"  (L., L., M. Morandini, Dizionario dei film, Zanichelli)