Disagio e viaggio

 

LEST

 

 

Italia, 1992

con: G. Base, V. Emeri, G. Tognazzi, C. Pastorelli

regia: Giulio Base

durata: 90', col.

 

Serena è una ragazza ricca in procinto di sposarsi.  Tutto è già pronto per le nozze (compreso l'erudito itinerario mitteleuropeo della luna di miele), ma l'uomo che dovrebbe portarla all'altare non si presenta all'appuntamento. Serena è dispiaciuta, ma non disperata; in fondo, sono cose che possono succedere. Disposta, per cause di forza maggiore, a rinunciare all'uomo della sua vita, Serena, tuttavia, non vuole proprio saperne di annullare il programmato viaggio di nozze. Il suo comprensivo paparino cerca, allora, di "consolarla"  entrando in contatto con Angelo, che esercita la poco redditizia professione di autista a noleggio. Angelo vive con un amico, Jimbo, col quale sta organizzando una vacanza all'insegna del divertimento; vacanza che, a causa di questa occasione di lavoro piovutagli dal cielo, Angelo è co­stretto a rinviare. Per l'autista Angelo e per la quasi signora borghese inizia, in tal modo, uno strano peregrinare (avventu­ra-disavventura di "servo e padrona") per le strade dell'Est: Germania, Polonia, Repubblica Ceka,  Ungheria, Romania  e Bulga­ria. Con Jimbo che si chiede: "Lest?! Ma che cos'è 'sto Lest".

 

 

Giulio Base (Torino, 1964)

Inizia ad occuparsi di spettacolo scrivendo di cinema su alcuni periodici torinesi con i quali tuttora collabora. Nel 1985 si diploma alla Bottega Teatrale di Firenze ed inizia a lavorare come attore per il cinema - Il portaborse di Daniele Luchetti (1990) e Caldo soffocante di Giovanna Gagliardo (1991) -, per la televisione, nonché per il teatro anche in veste di regista.

Direttore artistico di una rassegna teatrale estiva dal 1985 al 1989, debutta dietro la macchina da presa nel 1991. Il suo primo film, Crack, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia, vince  al Festival de Cine de San Sebastian il premio "Nuevos Realizado­res", riservato alle opere prime o seconde di tutte le sezioni. Dopo Crack firma altre due regie teatrali e partecipa come attore al film Teste rasate di Claudio Fragasso (1993), nel ruolo di un giovane capo carismatico. Nel 1994 realizza  Poliziotti. Lovest (1997), vede ancora la coppia Angelo-Jimbo in peregrinazione per le strade dell'America. Dopo La bomba (1999), realizza per la TV: Padre Pio (2000), Non ho l’età (2000), Gli occhi dell’amore (2001), Maria Goretti (2003).

 

"E' stato fatto alLEST.

 Lest ricorda LESTo. Ovvero veloce.

 Sembra una forma contratta di LESTate. Fatto d'estate.

 Se uno pronuncia male la parola inglese "last" (ultimo), suona

 LEST.

 Ricorda molto "Left", sinistra.

 Ricorda un modo grazioso di dire "è stato": LEST.

 Ricorda LESS, meno.

 E' stato fatto alLESTero.

 E' stato fatto suLESTrade.

 Poi mi piace, mi suona bene.

 E poi c'è un errore, di ortografia -

 non c'è l'apostrofo.

 LEST è come un gioco.

 LEST è come un film - anzi -

 LEST è proprio un film - vero."

(Giulio Base, in Cartella informativa a cura dell'Ufficio stampa dell'Istituto Luce - Italnoleggio Cinematografico)

 

 

Perché chiudere un percorso su "Il disagio giovanile nel cinema" con un regista giovane e con un film poco noto al grosso pubbli­co?

Per più di un motivo: perché Lest è un film delizioso che merita attenzione; perché si muove nella tradizione del cinema italiano e non cerca di scimmiottare gli americani; perché è "nuovo" (come soggetto) e "fresco" (come sceneggiatura, regia e interpretazio­ne); perché affronta il tema del disagio senza piangersi addosso, senza fare sermoni e senza conclusioni scontate.

C'è, infine, un ultimo motivo: la non conclusione del "viaggio". E' riduttivo (errato?) considerare questa ricerca come un percor­so concluso. Le nozioni apprese - volenti o no - sono ormai dentro di noi, fanno parte della nostra cultura e del nostro modo di pensare; esattamente come avviene nei viaggi.

 

Lest, allora (e tanto per proseguire sul binario dell'originale presentazione di Giulio Base), è anche questo: l'invito a medita­re su quanto si è letto e/o si è visto, sul nostro viaggio di lettori e/o di spettatori, iniziato a casa o nel buio di una sala, comunque alL'ESTerno delle normali occupazioni quotidiane e mai completamente ultimato, giacché è risaputo che la lettura di un libro e la visione di un film si portano dentro anche dopo la loro conclusione.

 

"'Lest' sta per l'Est, la parte d'Europa che ha subìto in questi anni i più radicali mutamenti politici e sociali. Giulio Base (32 anni, torinese, anche attore già autore nel 1991 di 'Crack') presentò nell'ambito della Mostra del cinema di Venezia nel 1993 questo film realizzato con pochi mezzi, girato in sedici millimetri: eppure sembra trascorso un tempo straordinariamente lungo tra l'interesse anche ideologico e democratico che tre anni fa si aveva verso il cambiamento nei Paesi dell'Europa orientale dopo la caduta dei governi comunisti, e l'attuale indifferenza sfiduciata verso il capitalismo selvaggio, la povertà, la criminalità e lo smarrimento lì dominanti." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 15 giugno 1996)

"Tra i film inediti, presentati nella rassegna, vorrei segnalare, senza escludere preventivamente gli altri, Era meglio morire da piccoli, opera prima della triestina Alessandra Scaramuzza, che vanta un interessante passato teatrale. Vi si narrano le tribolazioni di tre giovani in difetto di realizzazione, costretti a fare i becchini nei vari cimiteri di Trieste, attigui uno all'altro, secondo etnia e religione: una meditazione sulla morte, finché i tre non ridanno senso alla loro vita, sconfinando in una comunità di profughi accampati nell'ex ospedale psichiatrico, chiuso dai tempo in cui lo amministrava Bisaglia. Ingenuità e recitazione sopra le righe non mancano, eppure molte sequenze rivelano forti qualità visionarie e un senso del fantastico che mi ha ricordato La clessidra, il film che il polacco Wojciech Has trasse negli anni Settanta dai racconti di Bruno Schultz. C'è più Est (e Mitteleuropa) nel film della Scaramuzza che non in 'Lest' di Giulio Base." (Callisto Cosulich, 'Avvenimenti', 3 luglio 1996)