La
prima neve di Andrea Segre
La prima neve della stagione è quella che, in montagna,
ammanta tutto di candore abbagliante. La prima neve della vita, per chi non
l’ha mai vista, è quella che ricopre dolori, vuoti, delusioni. Dani e Michele
sembrerebbero due esseri destinati a non incontrarsi mai: il primo è un uomo di
colore che, per fuggire da una Libia in guerra, ha attraversato il mediterraneo
e ha trovato una provvisoria sistemazione presso una casa di accoglienza; il
secondo è un adolescente italiano che ama più la moto che la scuola, contesta
la madre Elisa e frequenta amici imprudenti. Nell’attesa di ottenere un visto
per sistemarsi definitivamente a Parigi, Dani accetta di lavorare nel
laboratorio di falegnameria di Pietro, nonno di Michele e suocero di Elisa, ed
è lì che diventa amico di Michele. Nonostante la differenza di età, la diversa
provenienza e condizione sociale, i due scoprono, a poco a poco, di avere qualcosa
in comune: un vuoto dentro. Dani ha perso sua moglie nel corso della traversata;
Michele ha perso il padre, travolto e tradito dalla montagna che amava. La
tentazione, per l’uno e per l’altro, sarebbe quella di evadere, di uscire - fisicamente
o psicologicamente - fuori dal bosco nel quale si sono inoltrati. Avrebbero
anche validi motivi per riempire questo vuoto, ma Dani non riesce ad essere
padre per la bimba che sua moglie ha partorito prima di morire e Michele non
riesce ad essere figlio per la madre che gli sta accanto. La strada per il loro
incontro la indica il saggio nonno Pietro quando, unendo la dolcezza del miele
all’asprezza del legno, spolvera un motto d’altri tempi: “le cose che hanno lo
stesso odore devono stare insieme”. L’odore che unisce Dani e Michele è quello
che proviene dalla perdita delle persone amate e non è certo per caso che i
loro incontri hanno come sfondo il bosco. Nella letteratura fiabesca, infatti, il
bosco è spesso allegoria dei crocevia dell’esistenza. E’ lì che Cappuccetto
Rosso incontra il lupo, Hansel e Gretel vengono abbandonati, Pinocchio subisce
l’inseguimento del Gatto e della Volpe, Pollicino si
smarrisce e ritrova la strada di casa,
Non siamo di fronte
a un filmetto di serie B e, se le regole del mercato non fossero quelle che
sono, la fatica di questo regista meriterebbe una diversa distribuzione. I temi
che affronta, l’abilità di dirigere attori debuttanti (il piccolo Matteo Marchel su tutti) e
professionisti, l’esperienza di documentarista
maturata negli anni e messa a servizio di inquadrature bellissime e funzionali
alla vicenda, la scelta di ridurre i dialoghi e di dare spazio al silenzio
eloquente delle vallate, non sono pregi comuni nel panorama del nostro cinema.
Magari è azzardato fare delle previsioni, ma questo regista che dichiara
pubblicamente di credere nella forza del cinema come “elemento fondamentale
dell’educazione di un paese” e che riesce a farci uscire dalla sala con la
sensazione di non avere sprecato due ore del nostro tempo, ha tutte le carte in
regola per andare lontano.
La prima neve
Regia:
Andrea Segre
Con:
Jean Christophe Folly,
Matteo Marchel, Giuseppe Battiston,
Anita Caprioli, Roberto Citran, Peter Mitterrutzner; Leonardo Paoli
Italia,
2013
Durata: