
Occupazione giovanile e disagio
Italia, 1996
con: M. Piccoli, A. Argento, L. Capolicchio, S. Cohen
regia: Peter Del Monte
durata: 100', col.
Cora è una ragazza di vent'anni, irrequieta e
ribelle, che abita a Roma e che si
guadagna da vivere portando cani a spasso e facendo la cameriera in un caffè
notturno. Un giorno, viene contattata da Ada, una donna preoccupata per lo
strano comportamento del vecchio genitore (Cosimo), un professore di filologia
in pensione. L'uomo, infatti, da un po'
di tempo si allontana da casa, spesso dimentica la via del ritorno e si perde
per la città; siccome rifiuta di essere assistito, necessita di una persona che
lo segua di nascosto e che al momento opportuno possa intervenire avvertendo la
famiglia. Cora accetta l'incarico e, munita di un telefono cellulare, si trasforma in detective. Per qualche
giorno il pedinamento procede senza difficoltà. Una mattina, però, il
professore esce di casa con una valigia e, recatosi alla stazione, sale su un
treno. Allarmata, Cora informa prontamente la figlia. La donna la supplica di
seguirlo e così, controvoglia, di stazione in stazione e di treno in treno,
inizia uno strano viaggio per l'Italia.
Senza comprendere mai il senso di quell'assurdo
peregrinare, Cora finisce con l'entrare in una dimensione sconosciuta
dell'esistenza. Per la prima volta qualcosa dentro di lei si incrina. Affiorano
ricordi di un'infanzia dolorosa, sentimenti rimossi...
Peter Del Monte (San Francisco, 1943)
Laureato in lettere con una tesi sul cinema italiano,
nel 1969 si diploma al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, realizzando
Fuori Campo. Dopo un lungo periodo
dedicato alla critica cinematografica, dirige due film per la RAI: Le
parole a venire e Le ultime lettere
di Jacopo Ortis. Regista raffinato, profondamente legato alla cultura
classica europea, predilige ambientare le sue storie in piccoli spazi e con un
limitato numero di personaggi. Si dimostra regista abile a svelare la
psicologia dei protagonisti con piccoli e dosati particolari e dopo averli
"seguiti" nella loro quotidianità.
Non riuscendo ad ottenere sovvenzioni finanziarie, si
trasferisce in Francia e solo dopo il successo di Piso Pisello (1981) convince una certa parte della critica.
Altri suoi film da ricordare: Irene, Irene (1975), L'altra
donna (1980), Invito al viaggio (1982), Piccoli
fuochi (1985) Giulia e Giulia
(1987), Etoile (1988), Tracce di vita amorosa (1990), La ballata dei lavavetri (1998), Controvento (2000), Nelle tue mani (2007).
Ma dove va il professore di Compagna di viaggio? Cerca qualcuno (qualcosa) o fugge via di casa?
I dubbi di Cora diventano, con il passare dei minuti, anche degli spettatori.
Il fatto è che ci sono almeno tre viaggi in questo film: quello del vecchio che
va alla "ricerca del tempo
perduto"; quello della ragazza che, partendo dalla ricerca di
un'occupazione, scopre senza volerlo un mondo che credeva aver definitivamente
seppellito con la sua ribellione di ventenne; quello degli spettatori che
seguono entrambi con la curiosità di chi vuole sempre e comunque risposte. Ma,
forse, Del Monte ci vuole dire quello che tutti sappiamo: ossia che, fra le
storie degli uomini, ce ne sono alcune incomprensibili; così come ci sono
comportamenti, frasi, relazioni e affetti che non sempre ubbidiscono alla
logica.
Alcuni giudizi critici
"... Peter Del Monte, tornando al cinema dopo
cinque anni di silenzio, ha costruito un film che, come filo principale e come
suo sostegno ha, o meglio vorrebbe avere, il mutamento del carattere della
ragazza in seguito all'incontro, per vario tempo solo a distanza poi più da
vicino, con quel vecchio senza memoria ma, pur perso nei suoi sogni, sempre
legato a un ordine interiore che si riflette anche nei suoi modi educati ed
armonici." (Il Tempo, 5 maggio
1996)
"All'insegna del viaggio. Nel 1982, il suo Invito al viaggio gareggiò in
concorso; quattordici anni dopo, il nuovo Compagna
di viaggio figura ora nella sezione "Un certain regard". Tranquillizzato
dagli applausi che hanno punteggiato l'anteprima per la critica, Peter Del
Monte è apparso rilassato e felice alla proiezione riservata al pubblico.
(...) Intervistato, tra gli altri, da Le Figaro, il regista
italo-americano ha confessato di sentirsi ancora uno "sradicato", ha
fatto i complimenti ad Asia Argento e all'"irresistibile" Michel
Piccoli, e ha spiegato così il rapporto artistico che lo lega ad Antonioni e
Rossellini: "Il primo ha la sublime capacità di soffermarsi su dettagli
che sembrano a prima vista senza importanza e che invece sono essenziali. Il
secondo era un laico sensibile ai temi della religiosità e della
spiritualità"." (L'Unità 14/5/'96)
"Non tutti gli insegnanti si rassegnano ad
avviarsi sul viale del tramonto. (...) Scappa via di casa il professore
protagonista di Compagna di viaggio
di Peter Del Monte. Ha perso la memoria, o prende in giro la ragazza che, per
incarico della figlia, si è improvvisata detective e lo segue da un capo
all'altro dell'Italia?" (I.S., Interno
aula, C.C.R.)