
Il disagio della tradizione
L'ATTIMO FUGGENTE
(Dead Poets Society)
con: R. Williams,
R.S. Leonard, E. Hawke, J. Charles, G. Hansen
regia: Peter Weir
durata: 128', col.
All'apertura del nuovo anno scolastico, nel Collegio
di Welton del Vermont, noto come il miglior luogo preparatorio di tutti gli Usa
per l'attaccamento alla tradizione e per la severità degli insegnanti, arriva
un nuovo docente di letteratura, il professor Keating. Entusiasta di Walt
Whitman, egli si pone immediatamente all'attenzione dei suoi alunni sia per il
modo come si presenta (fischiando, portando i ragazzi fuori dall'aula,
facendoli alzare in piedi e invitandoli a strappare le pagine del libro) sia
per le sue originali lezioni sulla poesia. Dopo aver convinto i ragazzi che
"le parole e le idee possono cambiare il mondo", il professor
Keating, che fra l'altro è un ex allievo della stessa scuola in cui adesso
insegna, rivela ad essi l'esistenza della "setta dei poeti estinti"
che, ai suoi tempi, era solita riunirsi in una remota grotta per nutrirsi di poesia e per allenarsi al
libero pensiero. I ragazzi, ai quali il docente ripete "osate cambiare;
cercate nuove strade", all'insaputa dei superiori, emulano le gesta della
setta dei poeti estinti e prendono coscienza delle loro capacità. Uno di essi,
in particolare, trova il coraggio di ribellarsi a un padre dispotico, seguendo
la sua passione per la recitazione e preferendo morire anziché contrastare
l'ottusità del genitore. Scoppia lo scandalo e il professor Keating, ritenuto
colpevole di avere sconvolto una tradizione intoccabile e di avere, anche se indirettamente, spinto i
ragazzi alla ribellione, viene rimosso dal suo incarico. Quando egli sta per
lasciare definitivamente la scuola, però, i ragazzi trovano il coraggio di manifestargli,
ancora una volta e nonostante le minacce del preside, il loro ringraziamento.
Peter Weir (Sydney, 1944)
Ritenuto, negli anni '70 e '80, il più interessante
talento del giovane cinema australiano, nonché uno tra i più significativi di
tutto il cinema contemporaneo "fantastico", inizia la sua carriera come attore, scrittore e cineasta
underground. Il suo primo film - Le
macchine che distrussero Parigi (1974) - non è mai arrivato in Italia, ma
già nel 1976 egli si segnala all'attenzione del pubblico internazionale
vincendo il Festival Internazionale di Taormina con Picnic ad Hanging Rock, un film di raffinata fattura e di calibrata
tensione. Dallo scenario australiano di L'ultima
onda (1977), passa a ripercorrere alcune pagine di storia, con spirito
apertamente antibellico, in Gli anni spezzati (1981) e,
soprattutto, in Un anno vissuto pericolosamente (1982). Nel 1985, passato ormai
alle dipendenze di Hollywood, presenta a Cannes Witness - Il testimone, dando ancora una volta prova di sapere ben
strutturare il racconto cinematografico e di sapersi circondare di ottimi
collaboratori, come John Seale, fotografo raffinato. Pubblico e critica (più il
primo che il secondo, in verità) sono rimasti favorevolmente impressionati
anche dai film che seguono: L'attimo fuggente, Mosquito Coast (1986)
e Fearless
- Senza paura (1993) e soprattutto The
Truman Show (1998).
Altri suoi film:
L'uomo di stagno (1979), Green Card - Matrimonio di convenienza
(1991), Master and Commander – Sfida ai
confini del mare (2003).
L'attimo
fuggente, ambientato nel 1959,
rappresenta una sfida alle tradizioni scolastiche. La sfilata di apertura in
occasione della cerimonia di inizio anno, il vessillo con la scritta
"Tradition", il discorso del preside e la presentazione di un
genitore autoritario, vengono messi in discussione da un docente che rivendica,
per sè e per i suoi alunni, libertà di pensiero. L'abilità del docente è quella
di trasformare tutto in insegnamento: lo sport, l'amore, la timidezza, la
musica, il modo di camminare, la compilazione del giornalino scolastico, lo
spettacolo teatrale... Ma fino a quale
punto è concesso rivoluzionare una prassi centenaria? E a che prezzo?
Il professor Keating ("capitano" di un
plotone di bravi ragazzi) sa di rischiare sulla sua pelle e accetta una sfida
che, pur costandogli il posto di lavoro, gli darà la soddisfazione professionale
ed etica di avere operato per il bene dei ragazzi.
Alcuni giudizi critici
"Un salutare inno alla rivolta e al "carpe
diem", significativamente collocato un anno prima dei fatidici anni
Sessanta. Un gran successo nonostante l'eccessiva enfasi melodrammatica di
Robin Williams. O forse proprio in virtù di questa. Oscar alla sceneggiatura
di Tom Schulman. Al di là delle qualità artistiche, il film ha comunque un grande merito: aver scatenato
l'immaginario pedagogico di tutta una generazione costretta a subire una pedagogia
che di immaginario non ha più niente." (Dizionario dei film, a cura di Paolo Mereghetti, Baldini & Castoldi)
"L'esaltazione della fantasia contro la
"fredda" ragione." (Agiscuola, Catalogo dei film, 1994/95)
"L'attimo
fuggente della crescita, quando si decidono le sorti di una vita; l'attimo
fuggente di uno spirito libero costretto a vivere secondo le vecchie regole;
l'attimo fuggente della poesia, che viene annullata dalla durezza della realtà;
l'attimo fuggente di un film sopravvalutato ma bello, come un'età perduta che
spesso vorremmo rivivere." (Francesco Mininni, Magazine Italiano Tv, in CinEnciclopedia 2, 1994)
"Pur con qualche forzatura retorica, è una
macchina narrativa perfettamente oliata che non perde un colpo sino al finale,
che scalda il cuore e inumidisce gli occhi. Inatteso campione d'incassi della
stagione 89/90." (Laura e Morando Morandini, Telesette, 1994)