Locandina L'attimo fuggente

 

 

Il disagio della tradizione

 

 

L'ATTIMO FUGGENTE
(Dead Poets Society)

 

USA, 1989

con: R. Williams, R.S. Leonard, E. Hawke, J. Charles, G. Hansen

regia: Peter Weir

durata: 128', col.

 

All'apertura del nuovo anno scolastico, nel Collegio di Welton del Vermont, noto come il miglior luogo preparatorio di tutti gli Usa per l'attaccamento alla tradizione e per la severità degli insegnanti, arriva un nuovo docente di letteratura, il professor Keating. Entusiasta di Walt Whitman, egli si pone immediatamente all'attenzione dei suoi alunni sia per il modo come si presenta (fischiando, portando i ragazzi fuori dall'aula, facendoli alzare in piedi e invitandoli a strappare le pagine del libro) sia per le sue originali lezioni sulla poesia. Dopo aver convinto i ragazzi che "le parole e le idee possono cambiare il mondo", il professor Keating, che fra l'altro è un ex allievo della stessa scuola in cui adesso insegna, rivela ad essi l'esistenza della "setta dei poeti estinti" che, ai suoi tempi, era solita riunirsi in una remota grotta  per nutrirsi di poesia e per allenarsi al libero pensiero. I ragazzi, ai quali il docente ripete "osate cambiare; cercate nuove strade", all'insaputa dei superiori, emulano le gesta della setta dei poeti estinti e prendono co­scienza delle loro capacità. Uno di essi, in particolare, trova il coraggio di ribellarsi a un padre dispotico, seguendo la sua passione per la recitazione e preferendo morire anziché contra­stare l'ottusità del genitore. Scoppia lo scandalo e il professor Keating, ritenuto colpevole di avere sconvolto una tradizione intoccabile e  di avere, anche se indirettamente, spinto i ragazzi alla ribellione, viene rimosso dal suo incarico. Quando egli sta per lasciare definitivamente la scuola, però, i ragazzi trovano il coraggio di manifestargli, ancora una volta e nonostante le minacce del preside, il loro ringraziamento.

 

Peter Weir  (Sydney, 1944)

Ritenuto, negli anni '70 e '80, il più interessante talento del giovane cinema australiano, nonché uno tra i più significativi di tutto il cinema contemporaneo "fantastico",  inizia la sua car­riera come attore, scrittore e cineasta underground. Il suo primo film - Le macchine che distrussero Parigi (1974) - non è mai arrivato in Italia, ma già nel 1976 egli si segnala all'attenzio­ne del pubblico internazionale vincendo il Festival Internaziona­le di Taormina con Picnic ad Hanging Rock, un film di raffinata fattura e di calibrata tensione. Dallo scenario australiano di L'ultima onda (1977), passa a ripercorrere alcune pagine di storia, con spirito apertamente antibellico, in  Gli anni spezza­ti (1981) e, soprattutto, in  Un anno vissuto pericolosamente (1982). Nel 1985, passato ormai alle dipendenze di Hollywood, presenta a Cannes Witness - Il testimone, dando ancora una volta prova di sapere ben strutturare il racconto cinematografico e di sapersi circondare di ottimi collaboratori, come John Seale, fotografo raffinato. Pubblico e critica (più il primo che il secondo, in verità) sono rimasti favorevolmente impressionati anche dai film che seguono:  L'attimo fuggente, Mosquito Coast (1986) e  Fearless - Senza paura (1993) e soprattutto The Truman Show (1998).

Altri suoi film:  L'uomo di stagno (1979), Green Card - Matrimo­nio di convenienza (1991), Master and Commander – Sfida ai confini del mare (2003).

 

L'attimo fuggente, ambientato nel 1959, rappresenta una sfida alle tradizioni scolastiche. La sfilata di apertura in occasione della cerimonia di inizio anno, il vessillo con la scritta "Tradition", il discorso del preside e la presentazione di un genitore autoritario, vengono messi in discussione da un docente che rivendica, per sè e per i suoi alunni, libertà di pensiero. L'abilità del docente è quella di trasformare tutto in insegna­mento: lo sport, l'amore, la timidezza, la musica, il modo di camminare, la compilazione del giornalino scolastico, lo spetta­colo teatrale...  Ma fino a quale punto è concesso rivoluzionare una prassi centenaria? E a che prezzo?

Il professor Keating ("capitano" di un plotone di bravi ragazzi) sa di rischiare sulla sua pelle e accetta una sfida che, pur costandogli il posto di lavoro, gli darà la soddisfazione profes­sionale ed etica di avere operato per il bene dei ragazzi.

 

Alcuni giudizi critici

 

"Un salutare inno alla rivolta e al "carpe diem", significativa­mente collocato un anno prima dei fatidici anni Sessanta. Un gran successo nonostante l'eccessiva enfasi melodrammatica di Robin Williams. O forse proprio in virtù di questa. Oscar alla sceneg­giatura di Tom Schulman. Al di là delle qualità artistiche, il film  ha comunque un grande merito: aver scatenato l'immaginario pedagogico di tutta una generazione costretta a subire una peda­gogia che di immaginario non ha più niente." (Dizionario dei film, a cura di Paolo  Mereghetti, Baldini & Castoldi)

 

"L'esaltazione della fantasia contro la "fredda" ragione." (Agiscuola, Catalogo dei film, 1994/95)

 

"L'attimo fuggente della crescita, quando si decidono le sorti di una vita; l'attimo fuggente di uno spirito libero costretto a vivere secondo le vecchie regole; l'attimo fuggente della poesia, che viene annullata dalla durezza della realtà; l'attimo fuggente di un film sopravvalutato ma bello, come un'età perduta che spesso vorremmo rivivere." (Francesco Mininni, Magazine Italiano Tv, in CinEnciclopedia 2, 1994)

 

"Pur con qualche forzatura retorica, è una macchina narrativa perfettamente oliata che non perde un colpo sino al finale, che scalda il cuore e inumidisce gli occhi. Inatteso campione d'in­cassi della stagione 89/90." (Laura e Morando Morandini, Teleset­te, 1994)